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Qualcosa di travolgente

AereoPer il caso di Aereo si potrebbe veramente usare, come ha fatto L’“Economist”, il termine schumpeteriano di disruption, la distruzione creativa, se il legislatore non varerà rapidamente un provvedimento a protezione dell’industria costituita della televisione.

La recente sentenza della Corte d’Appello di New York, che ha dichiarato non esistere nessuna violazione del copyright nelle attività di Aereo a conferma della sentenza di prima istanza, ha gettato il terrore nei piani superiori dei grandi gruppi televisivi USA. Già qualche mese fa era passato un film da brivido quando è stata pubblicata un’applicazione, AdBlock, che blocca tutta la pubblicità su un dispositivo mobile collegato a Internet. Oggi sono arrivate le antenne ad orecchio di coniglio grandi come un pollice di Aereo a risvegliare un incubo ancora peggiore, quello del cord cutting e della migrazione dell’utenza televisiva sul web.

Ma che cosa fa Aereo? Aereo è una start-up di Brooklyn, New York City, fondata da Chet Kanoji, un tecnologo di origine indiana, che ha lanciato nel febbraio 2012 un’antenna che intercetta il segnale televisivo distribuito su frequenze in chiaro, lo memorizza sul Cloud e poi lo trasferisce in streaming sul dispositivo o il computer dell’abbonato collegato a Internet, permettendo così di vedere gli spettacoli dal vivo o registrati.

Come funziona il servizio di Aereo

Come funziona il servizio di Aereo da uno schema comparso sul “Wall Street Journal”.

Questo senza pagare i diritti di ritrasmissione ai network televisivi, che invece lo pretenderebbero e per questo 17 emittenti si sono rivolte alla giustizia che fino ad adesso ha dato ragione ad Aereo. Aereo è operativo solo a New York, ma prevede di espandersi in altre 22 città degli Stati Uniti. Ci sono altri servizi come Hulu e Netflix che offrono i programmi delle TV in chiaro sul web ma nessuna di queste lo fa dal vivo, la ritrasmissione avviene almeno con il differimento di un giorno. Ma chi vorrà mai guardare un evento sportivo registrato? E lo sport monetizza enormemente in pubblicità come prova il canale ESPN di Disney che è la risorsa più redditizia di tutta il gruppo di Topolino. Quindi Hulu e Netflix non configgono con le televisioni in chiaro.

Canali distribuiti da Aereo ad Aprile 2013

Canali dispobibili su Aereo ad Aprile 2013. Sono tutte televisioni in chiaro ad eccezione di Bloomberg TV che è via cavo

I network sul piede di guerra

Nell’immediato della sentenza della Corte d’Appello di New York è successo un putiferio che sembravano gli ultimi giorni di Pompei. “Aereo ci ruba il segnale. Se questa situazione non cessa portiamo Fox sul cavo” ha minacciato Chase Carey, Presidente di News Corps e braccio destro di Murdoch. Tutti i concorrenti, che normalmente detestano quelli di Fox, hanno tessuto le lodi a Carey da farlo sembrare il Napolitano di turno. Gli altri executive hanno tuonato “Aereo è un parassita!”, “Aereo distruggerà l’industria”, “Aereo è pirateria” ha detto Les Moonves, capo di CBS. Hanno ragione a preoccuparsi.

Il titolo CBS, dopo la pubblicazione della sentenza, è crollato. Wall Street vede messo in discussione uno dei pilastri del business televisivo, quel diritto di ritrasmissione che sta portando ai bilanci della televisione in chiaro un apporto considerevole: le TV via cavo staccando un bell’assegno ogni anno (si dice che raggiungerà i 6 miliardi di dollari bel 2018) per offrire i programmi di CBS, ABC, NBX, Fox (40% dell’audience in primetime) ai loro abbonati. Si parla di una perdita tra il 10% e il 30% sui ricavi da diritti di ritrasmissione da parte di queste emittenti in chiaro. Indirettamente Aereo è anche una minaccia per la televisione via cavo, la gallina dalle uova d’oro dell’industria televisiva USA. La loro offerta include anche i programmi della TV in chiaro come American Idol, The Simpsons o il Super Bowl. Senza quelli vale di meno anche la TV via cavo già sotto stress. La televisione è un business che opera in condizioni di scarsità se diventa disponibile a tutti al prezzo di un chupa-chup sarà impossibile far pagare i contenuti, ha osservato Michael Wolf, un esperto, a proposito di Aereo. È questo ciò che fa più paura. Ma c’è di più.

Tra gli investitori di Aereo c’è quel Barry Diller che è un decano dell’industria televisiva USA e che è stato a capo Paramount Pictures, Fox e USA Broadcasting e oggi presiede InterActiveCorp che possiede oltre 50 brand sul web in 40 paesi tra cui il Daily Beast, il giornale online di Tina Brown che si è fuso con Newsweek, Meetic, il servizio di appuntamenti online, Vimeo, il sito di videosharing professionale. Barry Diller fa molta paura: ha risorse, è un innovatore, sa rischiare e ama le sfide.

I lobbisti dei gruppi media sono già al lavoro a Capitol Hill per ottenere una legge che protegga i gruppi TV. Si dice però che molti deputati siano dei fan del servizio di Aereo che piace parecchio anche ai loro elettori. Chi in tempi di 51 a 49 percento si può mettere contro gli elettori per proteggere un pugno di capitalisti?

Chet Kanoji ideatore di Aereo

Chet Kanojia, fondatore e CEO of Aereo, dice di avere “l’occasione della vita per costruire qualcosa che possa cambiare il modo in cui la gente accede e guarda alla televisione”.

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