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Amazon … ma prendiamola con leggerezza!

Mario Mancini

17 Luglio 2014

[562 parole]

bezosJeff Bezos è una delle persone più ammirate e più detestate dell’economia mondiale. È veramente l’erede di Steve Jobs con qualche piccola differenza: raramente si vedeva Steve Jobs sorridere mentre Bezos ama il riso fino allo sghignazzo che è diventato il modus comunicandi con gli analisti finanziari quando gli chiedono perché i profitti di Amazon sono così minuscoli. A differenza di Jobs, Bezos, con la consorte Mackenzie, è molto impegnato nel sociale e nella beneficienza. Lui e la moglie hanno donato un milione di dollari a un’associazione di Seattle che si batte per i matrimoni omosessuali. Di Jobs si conosce una sola azione di beneficienza, della moglie Laurene Powell assai di più.

Uno dei tanti travestimenti di Jack Ma, capo di Alibaba, che quanto ad eccentricità rivaleggia con i vari Sean Parker, Mark Zuckerberg, Peter Thiel e altri ancora. La lista è lunga.
Uno dei tanti travestimenti di Jack Ma, capo di Alibaba, che quanto ad eccentricità rivaleggia con i vari Sean Parker, Mark Zuckerberg, Peter Thiel e altri ancora. La lista è lunga.

Su YouTube c’è un’intera gallery delle risate esplosive di Bezos, che però non è il solo a contendersi il ruolo di Joker nella Gotham City di Internet. C’è anche Jack Ma, il capo di Alibaba, che quello, sì, è il più grande e-commerce del mondo come ci accorgeremo a breve. Anche Jack Ma è un bell’eccentrico, ama il travestimento e la maschera di Joker gli si addirebbe parecchio. Ma torniamo ad Amazon.

I numeri di Amazon sono impressionanti come non ha mancato di mostrarci George Packer in un “report at large” di 12mila parole su Amazon (Cheaps Words) apparso sul “New Yorker” nel febbraio 2014. Forbes, basandosi sull’articolo del “New Yorker”, ha riassunto l’egemonia di Amazon in alcunu numeri che abbiamo rielaborato nello schema riprodotto a fondo articolo.

Il dato che impressiona maggiormente è però quello che riguarda la produttività procapite di Amazon rispetto a quella dei negozi tradizionali. Questo dato, riportato da Packer nel citato articolo sul “New Yorker”, è stato elaborato, per l’ufficio del Censimento USA, dall’Institute for Local Self-Reliance di Washington, un’oranizzazione non-profit che si occupa dello sviluppo sostenibile delle comunità locali. Secondo l’Institute for Local Self-Reliance per generare 10 milioni di ricavi ad Amazon occorrono 14 persone, in un negozio tradizionale di strada 4 volte e mezzo tanto, ben 47 persone. E ancora non ci sono i droni per le consegne? Come finirà questo braccio di ferro tra Amazon e il commercio al minuto è facilmente intuibile. Amazon e simili lo ridimensioneranno drammaticamente? Che cosa succederà ai dettaglianti? È un bel problema non solo per gli imprenditori del settore, ma per la comunità nel suo complesso.

Questa vignetta di Chappatte su "The New York Times" testimonia il sentimento diffuso nei confronti di Amazon soprattutto in Europa
Questa vignetta di Chappatte su “The New York Times” testimonia il sentimento diffuso nei confronti di Amazon soprattutto in Europa

Possiamo sempre ispirarci ai giapponesi. L’”Economist” ci racconta che le grandi aziende giapponesi dell’elettronica di consumo come Sony, Panasonic, Hitachi, Sharp, NEC, marginalizzate dai coreani e dall’ascesa della Apple, stanno trasformando gli spazi occupati dalle fabbriche in disuso in serre hi-tech in cui crescere ortaggi che sono molto costosi in Giappone. Questa ridestinazione d’uso ha salvato un po’ di posti di lavoro.

Anche le librerie e alcune attività che Amazon costringerà alla “reorg” possono abbracciare un modello simile, diventare cioè dei luoghi ameni dove poter ristorare clienti con cibi sani, accoglierli con servizi e arredamenti hi-tech, allestire degli spazi adatti agli animali da compagnia, e intrattenere gli eventuali lettori con letture di un androide mentre attendono la stampa on-demand, operata da Amazon, di un libro la cui recensione è appena apparsa su “Il Fatto di Domani”.

Se Amazon ci invade, non cade il cielo, anzi ci potrebbe essere un’opportunità come suggerisce nel film Tra le Nuvole il decapitatore George Clooney alle persone a cui ha l’ingrato iincarico di comunicare che “the position is no longer available… Not everyone gets this kind of opportunity”.

amazon_cifre

Fonte, Forbes

2 thoughts on “Amazon … ma prendiamola con leggerezza!

  1. Complimenti per il post E stupefacente come esprimere certi concetti, oggi,appaia davvero rivoluzionario. Dopo decenni in cui ci spacciavano per proto-comunismo il lavoro socializzato nell e-economy, la fine del lavoro dipendente salariato, il lavoro cognitivo come estrema evoluzione di un capitalismo che poneva le basi per la sua prossima fine, che si costruiva le armi con cui sarebbe crollato.

  2. Non sanno di libro – Uno dei maggiori ostacoli agli e-book e dato dal fatto che gran parte delle persone apprezzano i libri in quanto oggetti concreti, nozione che include aspetti come la sua consistenza, l’odore, il peso ed il suo aspetto tradizionale sullo scaffale.

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