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NoiaL’Apple continua a mostrarci delle creazioni formidabili, ma non ci strappano più lo wow. Adesso si è capito il perché: l’approccio della nuova Apple è diventato incrementale e non disruptivo, metodicamente incrementale. L’incrementalità è noiosa come il liberalismo, ma è un metodo efficace. L’esecuzione ha preso il sopravvento sull’innovazione.  Come ci insegna la storia della Apple l’esecuzione è importante quanto l’innovazione: quando la Apple era anarchicamente innovativa ci faceva disperare. Dispiacerebbe, però, che adesso succedesse il contrario.

Che la scomparsa di Steve Jobs qualche percettibile cambiamento lo portasse non è proprio una sorpresa. La cosa che più manca è forse lo spettacolo, quello se n’è veramente andato e ogni nuova presentazione segue un canovaccio preciso senza alcun coup de théâtre… “One Last Thing”. In questo canovaccio che si ripete, la nuova direzione della Apple vuol dimostrare che adesso vige la collegialità e la distribuzione delle responsabilità, una sorta di consolato romano che speriamo non finisca come quello.

Come anche si sono accorti gli analisti di Wall Street – e come non manca di strombazzare il raider Carl Ichan –, la Apple ha ancora molte frecce al suo arco.

Ma non è di questo che vogliamo parlare, ma della nostalgia per l’attesa e lo stupore a cui ci aveva abituato la Apple con il lancio dei nuovi prodotti. Il prima, il durante e il dopo di questi eventi erano pari a quelli della finale dei 100 metri alle Olimpiadi. A questo proposito vi vogliamo proporre un intervento di Nick Bilton sul blog “Bits” del NYTimes, uno dei luoghi imperdibili per chi intenda stare al passo con i tempi.

Di seguito la traduzione italiana del suo articolo del 23 ottobre 2013 “Longing for the ‘Wow’ at Apple’s Product Showcases”.

* * *

Le attesissime presentazioni della Apple erano solite chiudersi con un sonoro “wow”. Non sto parlando di uno spettacolo con Tony Bennett che canta “I Left My Heart in San Francisco” come accadde qualche anno fa durante un evento Apple.

Ultimamente però agli eventi Apple il “wow” ha ceduto il passo a “che noia!”.

Basta guardare la reazione di un buon numero di persone su Twitter dopo l’annuncio del nuovo iPad Air. Altre persone su Facebook, Google Plus e Tumblr hanno condiviso lo stesso sentimento.

Non è che il contenuto sia noioso. I prodotti che Apple mostra a questi eventi sono ancora interessantinella maggior parte – ma è la loro presentazione che mostra le rughe.

Timothy D. Cook

Timothy D. Cook, CEO di Apple, alla presentazione di iPad Air a San Francisco martedì 22 ottobre 2013. Camica nera e jeans e grande logo nero della mela morsicata  su fondo grigio.

Ecco il canovaccio: Timothy D. Cook entra sul palco in jeans con una camicia nera, di solito fuori dai pantaloni. Mostra alcune chart. Poi altri executive prendono la parola per introdurre le novità del software che abbiamo già visto.

C’è qualche battuta e il pubblico ride.

Poi arriva Philip W. Schiller, capo del marketing di Apple, che mostra il nuovo hardware e lascia perplesso il pubblico con espressioni tipo “chip Intel Xeon E5″, “10 MB di cache L3″, Turbo Boost” e “core” di cui la gente non sa assolutamente nulla. È come se stesse parlando Klingon.

Poi torna Cook per presentare una nuova versione di un iPad o iPhone o iPod. Poi di nuovo Schiller a spiegare, in Klingon, le figate del nuovo iPad o iPhone o iPod. Poi c’è un video con Jony Ive che parla del nuovo iPad o iPhone o iPod. “È il miglior [iPad o iPhone o iPod] che abbiamo mai fatto”, dice Ive nel suo morbido accento british.

Lo spettacolo consiste nel guardare qualcuno che ripete sempre la stessa esibizione di magia. Alla fine la magia finisce.

È chiaro perché Apple tiene ancora questi eventi. Essi generano buzz per ultimo prodotto della società. Tutto questo meccanismo era stato progettato da e per Steve Jobs, che aveva una presenza scenica che Cook e Schiller, con tutte le loro qualità, non hanno.

Spettacolo a parte, molti hanno visto l’ultimo evento Apple come l’ennesima prova di una società che ha smarrito il modo di innovare.

“Apple è passata dal realizzare gizmo che i consumatori non avrebbero mai pensato di aver bisogno, a dargli quello che vogliono”, ha dichiarato Moshe Cohen, professore associato di finanza ed economia presso la Columbia Business School. “Il problema è che Apple ha bisogno di più visionari”.

Sono sicuro che ci sono un sacco di visionari che ancora lavorano alla Apple. Lo si vede dai prodotti che l’azienda mette ancora fuori. Ma quando si tratta di queste presentazioni, un ritorno al “wow!” farebbe bene alla Apple.

One Response to Apple è diventata noiosa?

  1. Marco scrive:

    http://www.youtube.com/watch?v=t4OEsI0Sc_s
    i brividi fin dall’inizio… e la gente che non riusciva a credere a cosa stava vedendo! WOW

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