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promozione_libroNegli ultimi tempi ebookextra si è occupato molto del ruolo degli autori nei nuovi scenari determinati dalla rete e dalla diffusione planetaria dei social. In pochi anni il mestiere dell’autore si è arricchito di nuovi e impensati compiti oltre quello di produrre una bella prosa e una avvincente narrazione. Di questo tema si è  occupato uno dei maggiori e più prestigiosi think-thank del mondo, il magazine londinese “The Economist” che, in una delle sue rubriche più seguite – “Schumpeter”, ha dedicato all’argomento un articolo dal titolo “Authorpreneurship” sottotitolato “per avere successo oggi, gli autori devono essere sempre più imprenditori”. Ecco che emerge sempre più la dimensione fortemente economica del mestiere di scrivere, parola di “The Economist”. Siamo lieti di offrire ai lettori ei ebookextra l’articolo del magazine in traduzione italana (a cura di John  Akwood).

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La scrittrice ultraottantenne Harper Lee, autrice di un solo romanzo – Il buio oltre la siepe – che è uno dei bestseller di tutti tempi, avrà il piacere di vedere pubblicato un manoscritto perduto che è già diventato un best seller. Si calcola che per il primo e unico romanzo la signora Lee riceva 1,7 milionii di dollari in royalty ogni sei mesi.

La scrittrice ultraottantenne Harper Lee, autrice di un solo romanzo – Il buio oltre la siepe – che è uno dei bestseller di tutti i tempi, avrà il piacere di vedere pubblicato un manoscritto perduto che è già diventato un bestseller. Si calcola che per il primo e unico romanzo la signora Lee riceva di media 1,7 milionii di dollari in royalty ogni sei mesi.

Il mistero da solo vale un libro. Com’è potuto accadere che un romanzo sconosciuto di Harper Lee, autrice di “Il buio oltre la siepe” sia rimasto nascosto per 60 anni e non sia stato pubblicato prima? Tra tutte le possibili illazioni, ce n’è una certa. Il libro sarà un bestseller senza che Ms Lee abbia bisogno di firmare una sola copia. Non tutti gli autori sono così fortunati, magari lo fossero!

Oggi uno scrittore di libri ha bisogno più di un’idea brillante che di una bella prosa. Gli autori hanno bisogno di essere anche imprenditori, di pensare, cioè, in modo strategico a proposito del proprio brand, di farsi carico di azioni di marketing di se stessi e dei loro prodotti. C’è sempre più competizione per catturare l’attenzione dei lettori e dei recensori e sempre meno librerie a dare una vetrina alle novità. Nel 2013 negli Stati Uniti (di gran lunga il mercato più importante del mondo) sono stati pubblicati quasi 1,4 milioni di titoli, 10 volte tanto rispetto al 2003. Gli editori si stanno sempre più concentrando su pochi autori che possono fare il botto, trascurando quelli meno noti e tralasciando i temi meno popolari.

Molti autori sognano il lieto fine: dopo aver piazzato la loro magnus opus, si vedono seduti sulle spiagge tropicali a bere mojito e godersi un mare di royalty. Ma, oggi scrivere un libro non è che l’inizio di un lavoro. Anche gli autori di maggiore successo hanno bisogno di dedicare un sacco di tempo e risorse ad autopromuoversi. In passato gli autori si affidavano allo staff delle case editrici. Adesso, gli scrittori avveduti sviluppano in proprio le pubbliche relazioni, sia che si tratti di esordienti sconosciuti sia che si tratti di star come J.K. Rowling, la creatrice di Harry Potter.

L’importanza degli influencer
J.K Rowling è una dei maggiori contrinuenti britannici e la sua capacità imprenditoriale è parte importantissima del successo di Harry Potter.

J.K. Rowling è una dei maggiori contribuenti britannici e la sua capacità imprenditoriale è parte importantissima del successo di Harry Potter.

Gli autori devono corteggiare una crescente moltitudine di persone influenti, gente la cui attenzione determina il successo del libro. Un tempo un ristretto gruppo di recensori della carta stampata era arbitro del gusto letterario. Adesso, che il numero delle pubblicazioni di quel tipo si va restringendo, una serie di blogger e di guru dei social media sta riempiendo il vuoto lasciato dalla carta stampata. La cosa più importante è l’avallo di una persona famosa. Oprah Winfrey aiutava i libri a scalare le classifiche dei più venduti discutendone nel suo talk-show. Più recentemente Mark Zuckerberg di Facebook è diventato un importante sostenitore del libro. Lo psicologo Steven Pinker ha beneficiato della “spinta Zuckerberg” nelle vendite del suo libro, The Better Angels of Our Nature, dopo che il boss del social network più grande del mondo ha comunicato ai suoi seguaci che lo stava leggendo.

Premi come il “Pulitzer” e “Man Booker” possono mandare in orbita le vendite come la scollatura di una bibliotecaria, ma come si sa non è facile conquistarli. Lo stesso si può dire per un contratto con Hollywood. Gli autori, con una mentalità imprenditoriale, trovano più produttivo dedicarsi direttamente a un obiettivo più raggiungibile: entrare nelle classifiche dei bestseller.

Il segreto di tali classifiche, la più importante è quella del NYTimes, è che non sono basate sulle vendite complessive di un titolo, ma la loro velocità. Le classifiche ci costruiscono con i libri venduti nella prima settimana, e questo, a sua volta, mette il turbo alle vendite successive. Le pre-vendite di libri sono importantissime nel determinare la quantità di vendita della prima settimana, così gli autori più abili cercano di convincere i lettori a pre-ordinare il libro rispetto alla sua uscita effettiva. Eric Rie, docente d’imprenditoria e innovazione, ha iniziato con grande anticipo un tour di presentazione del suo lavoro, The Lean Startup, ha avviato addirittura una società con lo stesso nome e ha iniziato a vendere il libro online più di un anno prima della sua pubblicazione. Ha funzionato. Oggi la copertina del libro compare nella classifica dei bestseller del NYTimes.

Oltre il fair play
Le classifiche del NYTimes sono compilate sulla base dei dati di vendita della prima settimana di uscita dei titoli forniti da un numero selezionato di librerie e rivenditori online.

Le classifiche del NYTimes dei libri più venduti sono compilate sulla base dei dati di vendita della prima settimana di uscita dei titoli. I dati sono forniti da un numero selezionato di librerie e rivenditori online.

Autori più smaliziati possono andare oltre. Il “Times” compila le proprie classifiche tracciando le vendite di qualche migliaio di librerie, distributori e rivenditori online. Non è difficile per gli autori individuare i punti vendita che forniscono i dati per le classiche; in realtà ci sono anche delle società che offrono a pagamento quest’informazione. Wordsmiths, per esempio, può tracciare il percorso di un libro e così incoraggiare i compratori a ordinare in certi punti vendita piuttosto che in altri. Un altro modo che può risultare utile è quello di far uscire il libro in un periodo calmo – come febbraio – quando c’è meno competizione per conquistare un posto nella classifica dei bestseller.

È più facile di quanto si pensi entrare in queste classifiche. Lo scorso anno negli Stati Uniti il “Times” ha aggiunto 12 nuove categorie di bestseller  compreso viaggio, humour e spiritualità. Inoltre ha esteso le sue classifiche principali fino a includere 200 titoli, una decisione che dà a più autori una maggiore possibilità di entrare nelle classifiche. Gli autori scaltri hanno capito che “bestseller” è un termine relativo: in alcuni mesi dell’anno e per alcuni categorie è possibile entrare nelle posizioni basse della classifica con appena qualche migliaio di copie.

Gli autori, come altri imprenditori, non vogliono che la loro iniziativa fallisca. Se non riescono a entrare nelle classifiche del “Times”, possono sempre cercare di stare in altre classifiche come quella di Amazon. Ebook a basso prezzo possono scalare le classiche in tempo reale prodotte da Amazon; è il modo con cui molti autori autopubblicati si sono fatti notare. Il momento di gloria può durare pochi secondi, ma nessuno ha bisogno di saperlo.

L’affermarsi del modello compensativo della musica
Chris Anderson, ex-giornalista dell'

Chris Anderson, ex-giornalista del “The Economist” e autore di bestseller non-fiction, riceve decine di migliaia di dollari per parlare a eventi e conferenze. Quest’attività sta diventando per gli autori quello che sono i concerti per i musicisti.

Il segreto di Pulcinella dell’editoria è che pochi autori riescono a vivere di soli libri. Perfino alcuni degli autori di maggiore successo realizzano la maggior parte dei loro guadagni parlando in pubblico, facendo consulenza, insegnando e usando la notorietà acquisita con i libri per giustificare i loro cachet. Prendete Chris Anderson, autore e già giornalista di “The Economist”, riceve decina di migliaia di dollari per ogni apparizione; o Alain de Botton, che scrive di filosofia, il cui profilo attrae frequentatori paganti alla sua “School of Life”. Recentemente Simon & Schuster, un editore maggiore, ha annunciato che venderà online i video di alcuni autori. La faccenda è più complicata per gli scrittori di narrativa: gli organizzatori di conferenze e di altri eventi compensano in modo interessante scrittori non-fiction con una buona notorietà, ma non scrittori di fiction dello stesso livello di notorietà.

Gli autori stanno sempre più diventando come le pop star, che erano abituate a fare soldi vendendo album, ma adesso usano la musica registrata come strumento promozionale, guadagnandosi da vivere con i concerti. Il problema è che molti scrittori di primo pelo non sono tagliati per questo mondo. Sono introversi, preferiscono la solitudine all’arte di vendere. Oggi i lettori vogliono conoscere i creatori dei libri che comprano. Autori diffidenti possono sentirsi a disagio in prossimità dei loro fan. Ma solo quelli come Ms Lee possono permettersi di restare misteriosi.

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