web series

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Fino a qualche anno fa, se avevi una buona idea per un soggetto televisivo dovevi farti in quattro per trovare qualcuno che ti desse una spinta generosa. Poi, si è aperta la valvola di sfogo di Internet e delle web series. YouTube e gli altri servizi di video hosting hanno spalancato i cancelli su di un pubblico globale a una miriade di progetti medio-piccoli autoprodotti con una manciata di euro.

Tra l’altro, chi ce la fa solo con le proprie forze non è per forza di cose un novellino del settore. Il 15 aprile, chi ha seguito l’incontro Web Series presentato da Luca De Biase a ExpoPixel ha capito che nel sottobosco di Internet i modelli di business non sono poi così acerbi.

Sul palco di Bologna si sono alternati i portavoce di 5 web series italiane (inedite e non) che hanno trovato canali di distribuzione e formule di sponsorizzazione alternativi. In una decina di minuti, hanno raccontato ciascuno le proprie esperienze, divise tra crowdfunding, pubblicità tradizionale e product placement.

In coda all’evento ha parlato anche Lorenzo Palloni, autore del web comic Mooned, pubblicato su Mammaiuto e edito recentemente in edizione cartacea. Non è una striscia animata, ma in quanto a suggestione sa farsi valere. Ecco quali erano le cinque web series presentate il 15 aprile.

 

Forse Sono Io - web series in 8 episodi, racconta le disavventure di Mike, un attore che vuole sfondare. Quando si tratta di provini e ragazze qualcosa va sempre storto. Il soggetto è nato per un film, ma dopo essersi scontrato con i muri della produzione tradizionale il regista e protagonista Vincenzo Alfieri si è rivolto alla sorella Rossella. Il risultato è una serie diffusa attraverso la piattaforma Vimeo, ma visibile solo dalla pagina web ufficiale. Il sito ospita annunci pubblicitari e un main sponsor che effettua product placement negli episodi. La prima puntata è online dall’11 aprile 2013. La serie ha anche i sottotitoli in inglese.

 

Inside Batman - mockumentary tragicomico ispirato al Cavaliere Oscuro. L’eroe ripulisce Gotham City dal crimine e si ritrova in Italia senza uno straccio di lavoro. Trattandosi di una parodia, non infrange il copyright della DC. Dietro a questo documentario “intimista” sulla vita di Batman c’è un team di 15 persone reduci da un’esperienza comune a Rai Lab. Sono stati girati già due degli otto episodi in programma. Se la premiere avrà successo, i creatori cercheranno di rivolgersi al crowdfunding per portare a termine la serie e sviluppare un ecosistema web intorno alla trama principale (attraverso blog e fumetti). Il primo episodio sarà online su YouTube a partire dal 22 aprile.

 

All Zombies Are Stupid (A.Z.A.S.) - webseries tra lo splatter e il demenziale che punta tutto su orde di zombie che invadono Taranto. A.Z.A.S. è uscita su YouTube nel 2012 sull’onda della famosa serie TV “The Walking Dead”. I cinque episodi prodotti dal team di otto persone della Grage Production sono costati appena 700 euro. Gli sponsor locali hanno messo a disposizione alcune location per il set. Gli zombie meridionali hanno vinto cinque premi a LA Webfest 2013. Il regista e protagonista Roberto D’Antona ha già all’attivo diverse web series e fan film come “Scary Tales” e “Dylan Dog – Il Trillo del Diavolo”. La nuova serie di prossima uscita si intitola “Johnny”.

 

Horror Vacui – The Beginning - un “thriller fantascientifico” dalle atmosfere angoscianti girato interamente nel paese e nelle campagne di Santo Stefano Ticino (MI). La prima serie di 10 episodi è costata 25mila euro e ruota intorno alle vicende di 12 personaggi. Il cast è composto da amici, alcuni con varie esperienze maturate in TV. In attesa del primo episodio – previsto per metà giugno – il team si è messo alla ricerca di sponsor per finanziare una eventuale seconda serie. L’idea di base è quella di puntare sul product placement all’interno dei nuovi episodi. Le visualizzazioni online e le social metrics della prima serie verranno monitorate attraverso la piattaforma logga.me.

 

The Sushi Bar - una web series atipica, a metà tra corso di formazione aziendale e esperimento di empowerment. Sul set di un ristorante giapponese si alternano le vicende di tre colleghi di lavoro, ognuno caratterizzato da personalità contrastanti e talvolta problematiche. Dietro alla produzione c’è un team di 15 persone che punta a raccogliere 25mila euro per realizzare i primi 8 episodi. Si sono già rivolti a Eppela per il crowdfunding e hanno diffuso un episodio pilota su YouTube. Le strade del successo si biforcano: da una parte c’è la ricerca di un pubblico più vasto, dall’altra il richiamo pubblicitario nei confronti delle aziende in cerca di training per gli impiegati.

credits: x-ray delta one / BY-NC-SA
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