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Qualcuno ti osserva

fine_okNonostante gli sforzi di Amazon, Google e Apple per tenere l’argomento il più lontano possibile dai riflettori, la questione del tracciamento delle abitudini di lettura e della riservatezza di chi acquista eBook è finita in primo piano grazie a un outsider, Kobo.

La società nippo-canadese (comprata pochi anni fa da Rakuten, uno dei principali colossi mondiali nel campo dell’e-commerce, assieme a eBay e Amazon), produttrice di libri elettronici e di media digitali, ha registrato, elaborato e infine pubblicato una massa consistente di dati sul comportamento dei lettori: a che punto hanno deciso di abbandonare un libro, a che velocità l’hanno letto, su quali pagine si sono soffermati, quali passi hanno evidenziato o condiviso.

Senza contare che le aziende come Kobo sono a conoscenza di password, numeri di telefono e di tutta una serie di informazioni private che spesso i lettori non si rendono conto di mettere a disposizione (inclusa la geolocalizzazione), a causa del linguaggio “ermetico” delle pagine concernenti le condizioni di vendita e il trattamento dei dati personali.

Attraverso l’ePub3, lo standard aperto più diffuso tra i produttori di eBook, non solo è possibile monitorare le azioni degli utenti, ma anche registrarle e archiviarle nel pieno rispetto della legge. Di conseguenza, le società tecnologiche sfruttano al meglio le potenzialità del formato per migliorare l’offerta di prodotti e servizi, avendo inoltre la possibilità di scegliere con maggior cognizione i libri da pubblicare e le strategie di promozione da implementare. Amazon, in particolare, trae un beneficio immenso dal libero accesso ai dati, poiché la società non si occupa solo di vendere i libri, ma adesso anche di pubblicarli.

Comprato! Letto solo metà
In generale la percentuale di completamento di un ebook risulta essere di poco superiore al 48% secondo un'indagine di Kobo condotta sui dati di milioni di lettori in una decina di paesi.

In generale la percentuale di completamento di un ebook risulta essere del 53% secondo un’indagine di Kobo condotta sui dati di milioni di lettori in una decina di paesi.

Al di là del problema della privacy, dall’indagine di Kobo, condotta su 21 milioni di utenti, è emerso che spesso sono i campioni di vendite a ottenere le percentuali di completamento più deludenti, mentre molti “midlist” (titoli di media classifica) riescono ad appassionare i lettori fino all’ultima pagina del libro. In genere clienti sono portati a pensare che la fama di un libro sia direttamente proporzionale alla sua qualità, ma poi sono costretti a metterlo da parte perché si rendono conto che quel genere non fa per loro o che si tratta di una lettura troppo pesante.

Esiste poi una categoria di persone che acquista libri di un certo spessore (meglio se premiati a livello internazionale) solo per togliersi lo sfizio di ospitarli nella propria libreria, pur non essendo in grado di portarli a termine, anche se, in effetti, le statistiche di Kobo riguardano solo i libri elettronici e non quelli cartacei.

Il tracciamento inibisce?
Solo il 46% dei lettori di Kobo ha completato la lettura del bestseller erotico di E.L. James.

Solo il 46% dei lettori di Kobo ha completato la lettura del bestseller erotico di E.L. James.

Quanto al problema della riservatezza, è chiaro che l’assenza di restrizioni sul tracciamento delle abitudini di lettura può diventare fonte di grande inibizione per il lettore. I libri sono sempre stati percepiti come un rifugio, uno spazio di libertà, il “luogo” dove pensare come si vuole e soprattutto ciò che si vuole. Senza spingersi al punto di prefigurare scenari orwelliani in cui si rischia di essere puniti o di subire gravi limitazioni della libertà di pensiero, per colpa di soggetti dediti al controllo sociale, è sufficiente immaginare l’imbarazzo di un fan di Cinquanta Sfumature nell’apprendere che qualcuno è pronto a ragionare sulle pagine che ha letto e riletto più volentieri.

Ancora una volta, dunque, i pro e i contro dello sviluppo tecnologico finiscono sulla bilancia e in molti sarebbero pronti ad apprezzarne i vantaggi, se tutti queste informazioni non rischiassero di essere utilizzate impropriamente, per creare contenuti più avvincenti e creati “ad hoc”, contenuti individuati da un algoritmo allo scopo di soddisfare le aspettative del pubblico emerse dalle rilevazioni.

Molti autori potrebbero vedersi costretti a stravolgere il loro stile o peggio ad “abbassare il livello” per adeguarsi al gusto letterario “calcolato” dagli algoritmi, destinato a comprometterne le singole personalità e individualità artistiche. Dopo tutto, come fa notare l’editore americano Jonathan Galassi (Farrar, Straus & Giroux), “non si può mica accorciare Guerra e Pace solo perché la gente non riesce a finirlo”.

Consoliamoci, però, sono gli italiani, in genere piuttosto bassi nelle classiche mondiali che tracciano comportamenti socialmente positivi, i lettori a portare più avanti la lettura di un ebook Ci superano solo i francesi, ma già lo sappiamo che i francesi sono sempre i primi della classe nelle faccende culturali.

In bold il valore più alto e più basso di ciascun paese.

Valori in percentuale. In bold il valore più alto e più basso di ciascun paese. Francia e Italia presentano i valori più alti di completamento rispettivamente con il 59 e il 56 percento. Il più elevato tasso di abbandono è tra gli australiani e neo-zelandesi. Come si fa a resistere al richiamo delle spiaggie oceaniche!

Di seguito riportiamo in traduzione italiana l’articolo di Stephen Heyman dal titolo Keeping Tabs on Best-Seller Books and Reading Habits  che commenta l’indagine di Kobo e riporta anche i dati interessanti che abbiamo citato sopra. L’articolo è stato pubblicato sul NYTimes.

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Bestseller appena sopra il 50% di completamento
La percentuale di completamento delle Cinquanta sfumature di grigio da parte dei lettori britannici è stata di media il 48%.

La percentuale di completamento delle Cinquanta sfumature di grigio da parte dei lettori britannici è stata di media il 48%.

L’anno scorso il successo del film tratto da L’amore bugiardo (2012) ha catapultato il romanzo di Gillian Flynn in testa alle classifiche di tutto il mondo. Il libro ha venduto milioni di copie, ma quante persone possono dire di averlo letto dall’inizio alla fine?

La piattaforma canadese Kobo, che distribuisce eBook a 23 milioni di persone in 190 Paesi ed è il principale competitor di Amazon Kindle, ha diffuso i risultati di una serie di indagini statistiche realizzate nel corso del 2014, che hanno individuato i titoli più venduti nei principali mercati e il numero di utenti che hanno letto fino in fondo i libri acquistati.

Nel Regno Unito, dove L’amore bugiardo è stato il terzo libro più venduto da Kobo, solo il 46% degli acquirenti ha finito di leggerlo. Alcuni grandi bestseller hanno rivelato “tassi di completamento” alquanto insoddisfacenti, come la serie di romanzi erotici Cinquanta sfumature di grigio di E. L. James (48%) o il giallo Il cardellino, di Donna Tartt (44%). In Francia, la stessa sorte è toccata a Le Suicide français, una pubblicazione assai provocatoria in cui Erick Zemmour condanna il declino geopolitico e culturale del suo Paese: le vendite sono andate a gonfie vele, ma di fatto solo il 7% degli utenti francesi di Kobo ha finito di leggere il libro.

Dipende dal genere
Il romanzo rosa è il genere che ha la più alta percentuale di completamento. Sarà la ricerca del lieto fine?

Il romanzo rosa è il genere che ha la più alta percentuale di completamento. Sarà la ricerca del lieto fine?

Anche il genere letterario influisce notevolmente sulla costanza dei lettori, i quali tendono a terminare i romanzi rosa e i gialli. Invece abbandono più spesso i testi di carattere religioso e i saggi.  In Italia i romanzi d’amore hanno raggiunto il primato tra i generi proposti da Kobo, con una percentuale di completamento del 74%, che fa invidia al 62% di Stati Uniti e Canada e al 60% di Australia e Nuova Zelanda.

Michael Tamblyn, presidente e Chief Content Officer di Kobo, attribuisce tali disparità tra fiction e saggistica a un’effettiva variazione delle modalità di lettura.

Non tutti i libri hanno lo stesso scopo”, spiega Tamblyn. “I romanzi vanno letti dall’inizio alla fine, mentre i saggi possono essere consultati in base ai capitoli di maggiore interesse.

Dal punto di vista commerciale queste informazioni possono sembrare irrilevanti:

Basterebbe accontentarsi di aver venduto molte copie, senza chiedersi quanto ne leggono i lettori”. Tuttavia, come spiega un rapporto di Kobo, pubblicato assieme alle statistiche del 2014, “gli editori potranno ristabilire un certa equilibrio tra le varie pubblicazioni e allo stesso tempo riusciranno a capire meglio su quali autori o franchising valga la pena investire.

Indicazioni preziose

Ci sono poi quei titoli che pur vendendo poco hanno ottenuto alti livelli di completamento. Tamblyn precisa:

Chi si è imbattuto in questi libri li ha di certo apprezzati e ciò significa che i lettori hanno intravisto un talento letterario laddove il reparto marketing e la redazione dell’editore non avevano riscontrato grandi potenzialità.

In ogni caso, però, il fatto stesso di controllare i lettori non è sempre ben visto all’interno della comunità letteraria. In un articolo apparso sulla “New York Review of Books”, la scrittrice americana Francine Prose ha immaginato che nel giro di pochi anni

gli autori (e i loro editori) potrebbero sentirsi dire dal direttore marketing che l’82% dei lettori ha perso interesse nella loro biografia a p.272 e che se vogliono pubblicare altri libri, qualsiasi cosa abbiano scritto in quella pagina non dovranno ripeterla mai più.

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