radarEnrico Lanfranchi, con questo report sugli eventi di Ottobre 2015, continua a segnalare ai lettori di ebookextra gli eventi rilevanti e significativi nello scenario in editoria digitale con particolare attenzione all’Italia. Enrico Lanfranchi viene da una lunga esperienza nel digital publishing dove ha ideato e curato prodotti pionieristici e d’avanguardia. Oggi è uno dei maggiori conoscitori dell’esperienza e dell’evoluzione dei nuovi media nell’ambito dell’editoria. La sua lista degli avvenimenti più significativi del mese può essere un radar con il quale orientarsi all’interno di un comparto dei media che si trova in una fase di radicale trasformazione piena di difficoltà, incertezze, ma anche di opportunità sia per chi ha già delle posizioni consolidate sul mercato sia per chi vi si affaccia con l’idea di restarvi. Di seguito la hit parade del mese di Ottobre 2015.

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1. Digital disruption e newsruption

Human Highway ha pubblicato un interessante rapporto intitolato Newsruption. Evoluzione dell’informazione di attualità online.

Il rapporto è suddiviso in sei capitoli e si chiude con una «bonus track» per una riflessione sulle ricadute culturali e sociali della trasformazione:

1. la progressiva perdita di centralità del quotidiano cartaceo nel rito dell’informazione quotidiana;
2. l’emergere dell’informazione online e successivamente dell’informazione in mobilità;
3. la rimodulazione della capacità informativa dei mezzi di comunicazione a seguito dell’emergere dell’online;
4. la produzione d’informazione sul Web;
5. la condivisione spontanea dell’informazione sui social network da parte dei lettori e le dinamiche di distribuzione dei contenuti che questa ha generato la lettura dei risultati e le conclusioni di Pier Luca Santoro;
6. [infine] una riflessione di Paolo Bottazzini sulle conseguenze sociali e culturali causate dalla trasformazione digitale del sistema dell’informazione.

Questi i risultati più interessanti:

1)  Gli italiani si informano soprattutto tramite web e app. Si veda la sezione del rapporto dedicata al declino della carta e il rito perduto della lettura quotidiana.

circolazione2) Il cambiamento è strettamente connesso al rapido declino dei quotidiani: le testimonianze raccolte indicano la graduale sostituzione dello smartphone alla lettura del quotidiano.

1. La crisi della diffusione della stampa quotidiana inizia dal 2000, con la diffusione di massa di Internet e si aggrava a partire dal 2008, con l’avvento del mobile Internet.
2. I ricavi nominali per copia venduta derivanti dalla vendita delle copie cartacee sono in costante, leggero aumento dal 2001 e sono solo leggermente calati se riportati al tasso d’inflazione.
3. I ricavi pubblicitari per copia venduta non calano in modo proporzionale alla diffusione. Anzi, nei primi anni di calo della diffusione i ricavi pubblicitari continuano a salire.
4. Il numero di copie vendute per dipendente è in continua crescita da 25 anni: il sistema editoriale guadagna efficienza ma il calo dei ricavi procede a un ritmo superiore al calo del costo del lavoro.
5. La vendita della replica digitale su abbonamento non è riuscita a compensare il calo della diffusione cartacea. Il target interessato ad acquistare le digital edition è più ridotto di quanto si pensasse.

3) Il dialogo e il passaparola nella diffusione delle notizie è sostituito dalla condivisione “con una crescita importante negli ultimi 2 anni (+185% dal 2013 al 2015) [...] Il 55% delle condivisioni sui social network è relativo ad articoli pubblicati sui siti web dei quotidiani cartacei.

condivisione_social4) “Tra il 2007 e il 2010 sono nati diversi editori puri digitali. L’emergere di questi soggetti ha mostrato come sia possibile costruire un prodotto d’informazione digitale caratterizzato da costi di struttura e servizi molto più contenuti di quelli delle testate di origine tradizionale”. costo_medio_editore5)   Interessante anche l’analisi dei temi dell’informazione online, sintetizzata nel grafico.

argomenti_articoli_okCommento assodigitale | Commento “La Stampa”

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2. La nuova piattaforma digitale di De Agostini Digital

Per l’integrazione fra i diversi dispositivi digitali consultabili da web ma anche tramite app iPhone e Android all’indirizzo store.deagostini.com pensato soprattutto come integrazione digitale delle riviste distribuite in edicola e abbonamento.

Per saperne di più.

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3. Astroturfing e false recensioni

Amazon è preda dell’astroturfing, termine coniato negli USA alla fine del XX secolo che indica la pratica scorretta legata alla promozione di un bene materiale esaltandolo positivamente dietro compenso pecuniario dei recensori. Una pratica al giorno d’oggi sempre più diffusa, la cui estinzione sembra solo una lontana e irraggiungibile utopia. [...] Il mercato delle false recensioni ha fatto, durante l’anno, incrementare le vendite dei prodotti recensiti del 5% e fino al 9%.

Per saperne di più | Articolo sul “New York Times”

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4. Quanti libri si leggono in Italia?

Secondo l’Aie, l’Associazione italiana editori, che ha presentato il Rapporto sullo stato dell’editoria del 2015, quest’anno nel nostro paese sono andati persi 848mila lettori. Una perdita equivalente al 3,4%. Il mercato dei libri ha subito un calo di fatturato del -1,9% nei primi otto mesi del 2015.

Journal Today | Primaonline | La Repubblica | Il Post

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5. Editoria e realtà virtuale: nuovo esperimento del “New Yorker”

Indossando visori simili a quelli usati nei videogiochi, ci si può, infatti, immergere nella lettura del giornale, sfogliando le pagine con gli occhi ma mantenendo la precisa sensazione di avere il magazine esattamente tra le proprie mani. [...] Nello specifico, l’app è compatibile con il visore Samsung Gear VR che sarà sul mercato a novembre al costo di 99 dollari.

Per saperne di più.

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6. Editoria online: da Google 150 milioni per sviluppare progetti innovativi

Google lancia il Fondo per l’Innovazione, nel contesto del progetto della Digital News Initiative. Il Digital News Innovation Fund è stato creato da Google per supportare e dare impulso all’innovazione nel giornalismo digitale: BigG mette a disposizione 150 milioni di euro a fondo perduto, in tre anni, per i progetti più interessanti e innovativi nel campo del giornalismo digitale. Il Fondo rappresenta uno dei tre pilastri della Digital News Initiative (DNI), la partnership tra Google e i principali operatori europei dell’informazione.

Per saperne di più.

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7. Perché tutti i libri italiani sono in Garamond

Interessante articolo di Giacomo Papi sulla storia e l’uso dei caratteri tipografici nell’editoria italiana contemporanea e sul carattere Garamond, inventato nel Cinquecento e che col passare del tempo è diventato lo standard dell’editoria.

Per saperne di più.

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8. Avviata da L’Oréal una collaborazione con General Assembly per una piattaforma di elearning per i dipendenti della società

L’Oréal ha siglato un accordo di collaborazione con General Assembly, società newyorkese specializzata nella formazione digitale, allo scopo di creare una piattaforma di apprendimento online dedicata ai professionisti del marketing digitale di L’Oréal. Il programma ‘Essentials of Digital Marketing’ – racconta la società in un comunicato – è stato ideato per aggiornare i team di marketing relativamente alle ultime tendenze, alle più recenti tattiche e alle nuove tecnologie del digital marketing.

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9. Arriva Netflix e cambia la tv

Nei primi tempi è probabile che si affermi un modello complementare di fruizione da parte dei consumatori. Ma poi a soffrire saranno soprattutto le pay tv. Con l’Italia, la Spagna e il Portogallo, la società di Reed Hastings conclude l’espansione in Europa occidentale, iniziata nel gennaio 2012 nel Regno Unito e Irlanda e poi proseguita gradualmente e con successo negli altri paesi, inclusi Germania, Francia e tutto il Nord Europa. Perché l’arrivo di Netflix è importante e quali sono le sue peculiarità? Innanzitutto, alcuni dati: 63 milioni di abbonati paganti a giugno 2015, abbonamento mensile che va mediamente da 8 a 12 euro rispetto ai 30-50 euro delle pay tv tradizionali, una presenza in cinquanta paesi nel mondo e un consumo di banda che negli Usa rappresenta un terzo del totale nelle ore di picco. In altre parole, l’insieme degli utenti Netflix consuma un terzo del traffico Usa online di internet che è utilizzato dall’80 per cento della popolazione per oltre un’ora al giorno.

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10. Il modello Netflix per salvare le biblioteche: la biblioteca pubblica a pagamento

La rete MediaLibraryOnLine (guidata da Giulio Blasi) network di 4000 biblioteche raccolte sotto il brand Mlol ha affiancato alla classica utenza gratuita che permette di consultare ogni due settimane un solo ebook, che scaduto il termine si autodistrugge, l’utenza premium che permette di consultarne tre a 9,90 euro.

In direzione opposta al Mlol si sta muovendo da anni la Digital Public Library of America, che mira al mantenimento della gratuità del sapere universale. Incardinata a Harvard dove insegna il suo ideatore Robert Darnton, la Dpla è nata nel 2013 come biblioteca non commerciale per rendere tonnellate di volumi, in possesso di  centocinquanta istituzioni statunitensi, disponibili a chiunque abbia accesso a internet, perfino agli italiani che la ignorano (le uniche restrizioni si applicano entro il territorio del Ciad e della Corea del Nord). Settantacinquemila libri dalla biblioteca del Congresso, centomila da Princeton, centocinquantamila dalla New York Public Library, quattrocentomila da Harvard: l’idea di Darnton è che una biblioteca serva a realizzare il sogno illuministico di far leggere chiunque sappia farlo e il suo obiettivo è cambiare la legislazione americana corrente in materia di diritti d’autore.

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