radarEnrico Lanfranchi, con questo report sugli eventi di Settembre 2015, continua a segnalare ai lettori di ebookextra gli eventi rilevanti e significativi nello scenario dell’editoria digitale con particolare attenzione all’Italia. Enrico Lanfranchi viene da una lunga esperienza nel digital publishing dove ha ideato e curato prodotti pioneristici e d’avanguardia. Oggi è uno dei maggiori conoscitori dell’esperienza e dell’evoluzione dei nuovi media nell’ambito dell’editoria. La sua lista degli avvenimenti più significativi del mese può essere un radar con il quale orientarsi all’interno di un comparto dei media che si trova in una fase di radicale trasformazione piena di difficoltà, incertezze, ma anche di opportunità sia per chi ha già delle posizioni consolidate sul mercato sia per chi vi si affaccia con l’idea di restarvi. Di seguito la hit parade del mese di settembre 2015.

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1. Indagine di Nielsen “Consumer book buying, in digital and print”. Uno studio sui consumatori italiani online

L’indagine Nielsen CONSUMER BOOK BUYING , IN DIGITAL AND PRINT è scaricabile dal sito AIE.

Dispositivo utilizzato per la lettura degli ebook dagli italiani compresi tra i 16 e i 64 anni. Occorre considerare che molti lettori leggono su più dispositivi. Si noti la predominanza dei lettori su PC, la buona performance del Kobo e degli smartphone Android, come pure la limitata penetrazione dei Kindle di Amazon rispetto ad altri paesi.

Dispositivo utilizzato per la lettura degli ebook dagli italiani compresi tra i 16 e i 64 anni. Occorre considerare che molti lettori leggono su più dispositivi. Si noti la predominanza dei lettori su PC, la buona performance del Kobo e degli smartphone Android, come pure la limitata penetrazione dei Kindle di Amazon rispetto ad altri paesi.

Vendita dei libri in Italia in base al formato: Ebooks: 3% , Libri non ebooks 59% Libri misti 38%. Conferma che gli ebook in Italia hanno ancora un peso marginale, intorno al 4-5%, nonostante siano in fortissima crescita.
In base all’argomento: Prevale la Adult Fiction (noi diremmo narrativa più o meno di consumo), segue la Adult NF/ref (saggistica e libri di apprendimento e Acad/prof (manualistica universitaria). In generale non si rileva una netta prevalenza di un determinato argomento per i libri stampati rispetto alle versioni elettroniche. Solo i libri per ragazzi sono prevalentemente su carta: la quota di  Children’s/YA negli ebook è inferiore rispetto a quanto ottenuto con i libri a stampa (in realtà per bambini e ragazzi dominano i giochi su playstation e app: il dato andrebbe quindi confrontato con la diffusione delle app per fasce d’età).

La galassia dei dispositivi: dominano i sistemi desktop (30%) parimerito con i tablet (30% diviso fra iPad, Kindle Fire e altri), seguono gli e-reader (24%) e infine gli smartphone (16%) che per dimensioni non sono adatti alla lettura.

I motori dell’acquisto dei libri online : Si noti dallo schema sotto come le librerie per il libro e le librerie online per gli ebook sono i principali canali delle decisioni di acquisto dei lettori. Importante anche il lavoro dell’autore con le presentazioni e le proprie autonome risorse online. Molto indietro le recensioni dei giornali e delle riviste, la pubblicità e sorprendemente la televisione. Non si vedono per niente i social.

Tratto da Il Sole 24 ORE del 17/09/2015, pagina 18 su dati Nielsen

Tratto da Il Sole 24 ORE del 17/09/2015, pagina 18 su dati Nielsen

Sul comportamento social dei lettori di libri ed ebook è interessante la seguente tabella: dominano Facebook, WhatsApp e YouTube. Stupisce la crescita di Google+ rispetto ad altri social.social_ok
Fra gli elementi che determinano la decisione di acquistare un libro domina ancora la vecchia ‘quarta di copertina’ o comunque la presentazione del contenuto del volume.  È importante anche la presentazione dell’autore e la possibilità di poterne vedere un assaggio, attraverso il lookinside (o la possibilità di sfogliarlo in libreria). Nel caso degli ebook invece gioca  un ruolo maggiore (rispetto ai libri a stampa) la possibilità di esaminarne una parte è determinante insieme alla convenienza e l’autorevolezza (dell’editore e dell’autore) nella proposta.

decisioni_acquisto

http://www.infodata.ilsole24ore.com/2015/09/17/ebook-o-libro-di-carta-cosa-comprano-online-gli-italiani-il-97-sceglie-ancora-la-versione-cartacea-ma-crescono-le-copie-digitali/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/18/libri-secondo-nielsen-carta-batte-e-book-ma-e-proprio-vero/2048672/

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2. La riflessione di Andrea Angiolini sulla manualistica universitaria
  • I cambiamenti, sanciti per legge, negli strumenti di studio a scuola stanno per consegnare all’università studenti più abituati a contenuti digitali
  • Aumentano i materiali online autoprodotti da singole sedi e singoli professori, sufficienti per “superare l’esame” (si moltiplicano le piattaforme universitarie e no, e si riempiono di contenuti che ambiscono a sostituire i libri con appunti, slide, testi, videolezioni o veri e propri moocs)
  • Il manuale, proprio quello a stampa, resta centrale ma non basta più: [è necessario] articolare la propria proposta in un continuum che va dal testo a stampa a quello digitale, a piattaforme che propongono contenuti e servizi fino ad arrivare a contenitori vuoti, cioè semplici software
  • Particolarmente incerto è il ruolo dell’editore e di tutta la filiera, chiamata a ripensare le modalità di lavoro per raggiungere il suo destinatario.
  • Una prima proposta concreta è Pandoracampus (www.pandoracampus.it), piattaforma del Mulino che cerca di costruire attorno al libro un ambiente di apprendimento che sfrutti fino in fondo le possibilità della tecnologia (streaming per il web e anche offline dei contenuti, risorse aggiuntive come esercizi, figure, cronologie e glossari interattivi, video; possibilità di confronto tra studenti e tra questi e i tutor, possibilità per i docenti di costruirsi dei coursepack, cioè libri costituiti da singoli capitoli tratti anche da manuali differenti).
  • Oltre al Mulino, nell’anno accademico 2015/2016 Pandoracampus offrirà titoli di Carocci, De Agostini scuola, Hoepli e Wiley.

http://www.illibraio.it/manualistica-universitaria-sfida-digitale-250070/

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3. https://bookabook.it/: il crowdfounding in editoria

Il meccanismo del crowdfounding si è diffuso in Italia anche per le inziative editoriali. Ora un progetto editoriale o comunque un libro proposto da un autore può essere sottoposto al giudizio preventivo dei lettori attraverso il sito BookABook, che si incarica di esaminare la prima proposta e, se accettata, di definire degli obiettivi economici minimi per la sua realizzazione. Dopo l’approvazione della proposta e la definizione del budget da parte di BookABoook il libro viene proposto ai lettori per il preacquisto. Nulla di nuovo sotto il sole: era pratica comune per le grandi opere nell’Ottocento dove il volume veniva pubblicato solo nel momento in cui la lista degli abbonati era sufficientemente ampia per garantire la redditività (o almeno il recupero dei costi) dell’impresa editoriale. Anche qui, se il numero delle prenotazioni è sufficiente, il libro viene prodotto e i profitti vengono divisi a metà tra autore e sito. Questa ripartizione è importante perché differisce dalla consuetudine editoriale relativa alle royalties, solitamente molto più basse, versate agli autori. Giocano da un lato i minori costi di stampa e distribuzione e soprattutto la decisione di un nuovo tipo di attore economico che è disposto ad accettare margini più bassi rispetto a quelli del mercato editoriale. Si tratta comunque di fenomeni ancora economicamente marginali, sebbene ben avviati se anche una scrittrice come Lidia Ravera ha deciso di pubblicare su questa piattaforma.

https://bookabook.it/

http://www.lindro.it/bookabook-un-anno-libri-crowdfunding/

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4. Crollano le vendite dell’ebook?

Gran discussione in settembre 2015 sul crollo delle vendite degli ebook in USA. In realtà il fenomeno è legato ad almeno tre variabili: la diversa poilitica contrattuale adottata da Amazon (che ha una importante fetta nella distribuzione degli ebook) nei confronti degli editori Simon & Schuster, Hachette, Macmillan, HarperCollins (1); in secondo luogo alla decisione di Amazon aumentare i prezzi e infine ai deludenti risultati nella vendita dei reader (2). C’è chi ne ha dedotto una ripresa della distribuzione (3) cartacea a scapito degli ebook: probabilmente siamo in una fase di transizione che porterà ad un assestamento e alla pacifica convivenza di supporto cartaceo e supporto digitale con buona pace dei millenaristi che avevano impotizzato la morte di Gutenberg…

(1) http://www.contattonews.it/2015/09/04/vendite-e-book-in-calo-in-usa-dopo-nuovi-accordi-con-amazon/551654/

(2) http://www.primaonline.it/2015/09/04/212483/crollano-le-vendite-dellebook-kindle-amazon-registra-il-24-in-meno-degli-acquisti-solo-nei-primi-sei-mesi-di-questanno/

(3) http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2015/09/07/news/rallentano_gli_e-book_e_la_carta_rialza_la_testa-122459507/

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5. Authorea: la piattaforma che promette di rivoluzionare i metodi della ricerca accademica e delle pubblicazioni scientifiche

Ideata da Alberto Pepe, ricercatore e imprenditore, è stata presentata alla Montclair State University (New Jersey). La piattaforma ha come obiettivo quello di facilitare la collaborazione fra i ricercatori nella fase di stesura delle ricerche. Ha già raggiunto i 65 mila utenti: “consente infatti a più collaboratori di scrivere articoli e ricerche, e soprattutto di apportare elementi interattivi e dinamici al testo, nonché di tenere traccia del materiale e dei dati utilizzati nel corso della ricerca”. Sembrerebbe dunque contenere alcune delle caratteristiche salienti di sistemi di condivisione come Google Doc, di lavoro collettivo come in Wikipedia e di collegamento fra ricercatori come Academia.edu, con un accento particolare per la condivisione dei dati e delle ricerche scientifiche.

http://www.lavocedinewyork.com/Il-futuro-della-ricerca-e-nella-collaborazione-il-caso-Authorea/d/14526/

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6. NYT e modelli di business

Scrive Luca Olivero: “L’editoria è ancora alla ricerca di un modello di business che possa soppiantare la perdita di income dovuto alla diminuzione di traffico nelle edicole e che non sia per forza svendersi alla pubblicità [...]  Il “New York Times” ha annunciato oggi di aver modificato il modello di business di NYT Now, l’applicazione (solo) per IOS che consente di sfogliare le news del giornale, lanciata l’anno scorso. Il modello si basava su un abbonamento mensile da 7,99$ che consentiva di avere brevi news del giorno e di leggerle sul quotidiano NYT.”. Il NYT è ritornato al modello della App gratuita nella speranza di allargare la base degli utenti e poi, probabilmente, riprovare ad applicare il modello a pagamento. È una contromossa per far fronte anche alla scelta di Facebook di pubblicare articoli sulla propria piattaforma versando ai quotidiani una royalties (sono i cosiddetti Instant Articles). Una scelta analoga è stata realizzata da Apple con AppNews preinstallata su iOS9 solo negli Stati Uniti, in Canada e in Australia, per il momento.

http://www.comunitazione.it/leggi.asp?id_art=8361&id_area=168&sarea=177&mac=4

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7. Apple e Cisco per le aziende

Accordo fra Apple e Cisco per la diffusione di iPhone e iPad nelle aziende. Dagli Usa prosegue dunque la strategia di rafforzamento nel settore aziendale, dopo la firma, lo scorso anno, di un accordo simile con IBM. Il mercato aziendale, in cui domina Microsoft, è fra i più ambiti e probabilmente la strategia Apple si inserisce nell’indebolimento della piattaforma Windows che nella versione 10 è parzialmente tornata indietro rispetto alla precedente interfaccia fortemente orientata verso i tablet e i mobile, facendo rispuntare nelle schermate il tradizionale menu Windows precedentemente scomparso. Il mercato dei tablet e dei mobile che ha invaso il settore privato, non è ancora adeguato alle funzionalità tipiche delle aziende e degli uffici, ed è quindi necessaria una maggiore integrazione fra le due modalità di fruizione (desktop vs mobile).

http://www.lastampa.it/2015/09/01/tecnologia/apple-si-allea-con-cisco-per-spingere-iphone-e-ipad-nelle-aziende-U9VkCCSOhaKxHzF8dkS2mM/pagina.html

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8. Google acquisisce Oyster

Sembra che Google voglia acquisire il CEO e gli impiegati di Oyster, servizio in abbonamento a 9,95$ al mese per accedere a un milione di titoli in “streaming” (noto come il Netflix dei libri) per inserirli nel team di Google Play Books, la piattaforma Google per la fruizione di ebook (liberi o a pagamento) sui sistemi desktop e mobile. Probabilmente è una mossa per confrontarsi con le piattaforme Amazon e Apple iBook, oggi vere leader del settore della distribuzione dei libri digitali.

http://www.smartworld.it/informatica/google-assume-il-team-di-oyster-forse-per-un-play-books-in-abbonamento.html

http://www.tuttoandroid.net/google/oyster-chiude-e-google-assume-i-suoi-dirigenti-307011/

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