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Frommer’s un commedia in tre atti e un seguito

FuturoEcco una bella rivincita per il libro e la libreria grazie a un ottantareenne che ha dato il suo nome a uno dei marchi di maggior successo dell’editoria turistica, Frommer’s. Sulle pagine di ebookextra abbiamo seguito la storia dei nostri tempi di questo conosciutissimo marchio.

Il primo atto è stato l’acquisto della casa editrice da parte della BBC per motivi ancora incomprensibili dato la tutt’altra attività dell’emittente pubblica di sua Maestà.

Il secondo atto è stata la vendita a Google nel giorno di ferragosto 2011 con una minusvalenza significativa da parte di BBC non passata proprio inosservata a Westminster.

Il terzo atto è stato il raggrinzimento di Frommer’s nella pancia della balena del web i cui manager, che adesso sono altri, ancora si chiedono perché mai sia stata comprata tutta questa roba turistica che Google succhia dal web fresca di giornata.

L’epilogo ha visto la restituzione da parte di Google del marchio Frommer’s al suo fondatore, il signor Arthur Frommer, 83 anni con una laurea alla Yale Law School e un carriera da ufficiale dell’esercito degli Stati Uniti che ha servito per molti anni a Berlino dove ha avviato 57 anni fa la sua casa editrice turistica. Adesso sta per essere rilasciata una nuova puntata che promette faville.

Il brand Frommer’s
Arthur Frommer

Arthur Frommer, a sinistra, il fondatore della casa editrice, con David Steinberger, il boss del Perseus Books Group che si occuperà della promozione e della distribuzione.

Frommer’s è stato il primo editore a riconoscere le potenzialità del turismo di massa per l’industria del libro e a saper interpretare le esigenze del turista “frettoloso”: tempi di viaggio e di visita, budget limitati, destinazioni alla moda, itinerari rapidi e molte informazioni pratiche aggiornate.

Le guide Frommer’s potevano sembrare un poco aride, ma costituivano un vero e proprio prontuario della visita, una sorta di risorsa web antesignana, nella migliore tradizione della manualistica USA. Europe on $5 a Day fu infatti un successo istantaneo e tutti gli americani che viaggiavano per svago in Italia o in Francia l’avevano nella valigia.

Wikipedia, con il solito zelo per i numeri, ci informa che dal 1957 sono state vendute 75 milioni di guide Frommer’s e oggi sono disponibili 350 titoli distribuiti su 3 collane: “Frommer’s Complete Guides”, “Frommer’s With Kids”, “Frommer’s Day by Day”. Ad un certo punto Frommer’s aveva il 25% del mercato delle guide turistiche negli Stati Uniti.

Nel dicembre 2012, Google decise di interrompere la ristampa dei libri e la loro fornitura alla libreria e così Frommer’s sarebbe scomparso da quegli scaffali su cui era stato per più di mezzo secolo.

Ritorno al libro e alla libreria

Appena rientrato in possesso del marchio, la prima decisione di Arthur Frommer, aiutato dalla figlia Pauline, è stata quella di dare alle stampe un cospicuo lotto di libri che saranno in libreria, se ancora ce ne saranno, il prossimo ottobre. I libri saranno distribuiti e promossi da un distributore controllato dal Perseus Books Group, molto attivo nel nuovo scenario dell’editoria USA.

“Mi sento come se ricominciassi tutto da capo e sto lavorando a riportare le cose com’erano” ha dichiarato Arthur Frommer a Julie Bosman del NYTimes. Prima della fine del 2014, 80 nuove guide saranno immesse sul mercato da FrommerMedia come adesso si chiama la rinata casa editrice. In tempi di grande esodo dalla carta stampata come da un vulcano in eruzione, la decisione di questo signore di 83 anni ha veramente qualcosa di eroico. O di donchisciottesco?

I Frommers hanno invece un’idea precisa di quello che stanno facendo. La loro collana di guide si chiamerà EasyGuides e sarà costituita da guide brevi, pratiche e a basso prezzo in contrapposizione con l’offerta dominante degli editori concorrenti che adotta criteri opposti entro un quadro di forte restringimento della domanda erosa dai nuovi soggetti della rete come TripAdvisor, Yelp o Virtual Tourist.

Nel 2012 il mercato delle guide turistiche ha avuto un calo del 19% sul 2011 anno in cui aveva già perduto il 27% secondo Nielsen Bookscan. In due anni se n’è andato quasi metà del mercato senza possibilità di recupero. Gli editori di guide turistiche non hanno beneficiato della crescita del mercato degli ebook che ha interessato soprattutto i settori della fiction e della varia e poco tutto il comparto del libro illustrato al quale appartiene anche il libro turistico. Senza il contrappeso dell’ebook la faccenda del libro turistico si fa dura.

Douglas Quinby, il capo analista di PhoCusWright Inc – una società che analizza il mercato turistico globale, ha dichiarato a “IBTimes” a proposito del mercato delle guide per viaggiare: “c’è ancora un mercato ma sta diventando sempre più piccolo: meno di un viaggiatore su cinque le usa nella fase di acquisto, e ancora di meno per decidere la destinazione”.

Oltre il web verso la libreria
Borders, la catena che fu

Borders, la catena che fu. Adesso tocca a Barne & Nobles?

La scommessa di Arthur e Pauline Frommer si basa sulla considerazione che il viaggiatore inizia ad essere piuttosto diffidente sulla indipendenza di giudizio e sull’autenticità dei contenuti che trova in rete e che sono generati da viaggiatori come lui ed inizia a sentire “nostalgia”, se un po’ più agé, o un’indeterminata ansia d’informazioni più selezionate, verificate e filtrate dal giudizio o dal gusto di un autore o di un brand di fiducia come avveniva prima di TripAdvisor.

Come la piaga della pirateria affligge l’e-commerce dei contenuti digitali, così il dilettantismo, l’approssimazione, la maldicenza, il piacere della ritorsione e perfino il mercenarismo affliggono cronicamente quell’incredibile fenomeno democratizzazione rappresentato dai contenuti generati dagli utenti di cui Wikipedia è la massima espressione e di cui sono espressione anche i commenti di Yelp, messi dagli Yelpers, o le recensioni su TripAdvisor o su GoodReads. Tra questi recensori ci sono delle eccellenze incredibili e delle persone che applicano a questa loro attività volontaria una deontologia impeccabile. C’è senz’altro del buono ed è la fetta più grande del fenomeno dell’UGC. Ma l’affidabilità è ancora un obiettivo.

I diari di viaggio, i giudizi sui servizi, il cibo, l’alloggio e via dicendo lasciati sui siti specializzati sono un patrimonio informativo di grandissimo merito, ma non è assolutamente esaustivo delle necessità del viaggiatore. È in questo spazio, ancora un po’ indefinito, che vanno a collocarsi le EasyGuide di Frommer’s.

L’impresa gioca tutte le sue possibilità sul brand e sulla reputazione di questo marchio storico presente in quasi tutte le case delle famiglie americane. I brand contano tantissimo nel nuovo scenario dei media proprio per l’abbondanza dell’offerta e il fenomeno del trasferimento all’utilizzatore della capacità di giudizio e di discernimento. Il libero arbitrio totale è un esercizio faticoso e sovente torna il bisogno di un’autorità riconosciuta.

A questo proposito Arthur Frommer ha dichiarato al “NYTimes”: “penso che ci sia una reazione ai contenuti degli utenti come fonte dell’informazione turistica”. Ha poi aggiunto: “le nuove guide di Formmer’s sono scritte da professionisti indipendenti che vivono nei luoghi di cui scrivono a differenza dei recensori occasionali che commentano un luogo o un posto in cui sono stati una sola volta nella loro vita”.

Oltre ai libri, Frommer’s renderà disponibili app ed ebook all’interno di un’offerta digitale sulla quale intende investire. Riuscirà Arthur Frommer nel suo anticonvenzionale progetto? Certo sarà un bel viaggio, ma i viaggi sono la sua specialità.

Il libro è morto? Viva il libro!

 

 

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