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Gutenberg il Geek, il nuovo ebook di Jeff Jarvis

Valerio Bassan

14 Ottobre 2013

[Tempo di lettura: 4 minuti]

gutenbergÈ uscito oggi su tutti gli store l’ebook “Gutenberg il Geek” di Jeff Jarvis, uno dei più importanti giornalisti e esperti di media del nostro tempo. Jeff Jarvis racconta la storia di Gutenberg da una prospettiva imprenditoriale, spiegando come abbia superato gli ostacoli tecnologici, sviluppato il proprio prodotto in segreto e poi virato verso l’open source, come abbia raccolto capitale e ridotto il rischio, e come, alla fine, siano stati il flusso di cassa e l’assetto patrimoniale a fermarlo. L’ebook è stato tradotto, curato, adattato e introdotto da Valerio Bassan, già autore di Tutta un’altra notizia. Spunti e strumenti per il giornalismo del domani. Proponiamo qui l’introduzione e la prefazione dell’ebook scritte proprio da Valerio Bassan.

***

Centoventi milioni di dollari. Tanto capitale aveva raccolto, nel 2011, Airbnb, la piattaforma online che mette in contatto concedenti e affittuari, locatari e locatori, in oltre 190 paesi in tutto il mondo. Una cifra impressionante, soprattutto se si pensa a come l’intera avventura era cominciata nel 2008: con i fondatori che, per raccogliere i soldi necessari al lancio della startup, confezionarono e vendettero 1000 scatole numerate di cereali ispirate ai due allora candidati alla Presidenza degli Stati Uniti d’America, Barack Obama e John McCain. La vicenda imprenditoriale di Airbnb è stata indicata dal noto columnist del NYTimes, Thomas L. Friedman (autore del premiatissimo Il mondo è piatto), come emblematica di un nuovo paradigma economico.

La Bibbia di Gutenberg a 42 righe, esemplare “Lenox” della Public Library di New York. Delle 180 copie della Bibbia tirate dalla stamperia del maestro tedesco tra il 1452 e il 1455, oggi ne sono rimaste 48 edizioni integrali. 12 esemplari sono in Germania; 9 negli Stati Uniti; 8 nel Regno Unito; 5 in Francia e in Belgio; 2 in Russia, Spagna e Vaticano; 1 esemplare è in Austria, Danimarca, Giappone, Polonia, Portogallo e Svizzera. La Bibbia di Gutenberg riproduce il test latino della Biblia Sacra Vulgata, tradotta da san Gerolamo nel V secolo: l’Antico Testamento occupa il primo volume e una parte del secondo, dove è anche il Nuovo Testamento.
La Bibbia di Gutenberg a 42 righe, esemplare “Lenox” della Public
Library di New York. Delle 180 copie della Bibbia tirate dalla stamperia
del maestro tedesco tra il 1452 e il 1455, oggi ne sono rimaste 48
edizioni integrali. 12 esemplari sono in Germania; 9 negli Stati Uniti; 8
nel Regno Unito; 5 in Francia e in Belgio; 2 in Russia, Spagna e Vaticano;
1 esemplare è in Austria, Danimarca, Giappone, Polonia, Portogallo e
Svizzera. La Bibbia di Gutenberg riproduce il testo latino della Biblia Sacra
Vulgata, tradotta da san Gerolamo nel V secolo: l’Antico Testamento
occupa il primo volume e una parte del secondo, dove è anche il Nuovo
Testamento.

Torniamo indietro di qualche secolo. Nel 1452, Johannes Gutenberg stampava la sua prima Bibbia, un’opera di assoluta perfezione estetica, realizzata su pregiata pergamena e carta di canapa. Un capolavoro che, per essere portato a termine, richiese un processo di almeno dieci anni, tempo necessario all’uomo di Magonza (Mainz) per progettare, costruire e perfezionare la sua grande invenzione: la stampa a caratteri mobili.

Gutenberg, come i fondatori di Airbnb, aveva raccolto parte del capitale necessario alla fondazione della sua impresa con grande astuzia, vendendo piccoli specchi ai pellegrini diretti ad Aquisgrana (Aachen). Con essi, i fedeli credevano di poter “catturare” il miracoloso potere delle reliquie sacre conservate nella città di Carlo Magno, che venivano mostrate pubblicamente soltanto ogni sette anni. Oltre ai soldi incassati dagli specchi, Gutenberg ottenne il denaro necessario allo sviluppo della sua startup grazie a Johann Fust, un venture capitalist primordiale.

Una stamperia del XVII secolo (1639). Acquaforte tratta dal frontespizio di Bernhard Mallinckrot, De ortu et progressu artis typographiae dissertatio, Colonice, 1639. Si noti l’ambiente ordinato e la perfetta divisione del lavoro tra le maestranze impegnate in specifiche fasi della lavorazione (da destra in senso antiorario): la composizione della matrice con i caratteri mobili, l’inchiostrazione delle matrici, la pressione della carta sulla matrice inchiostrata e il controllo delle stampe.
Una stamperia del XVII secolo (1639). Acquaforte tratta dal frontespizio
di Bernhard Mallinckrot, De ortu et progressu artis typographiae
dissertatio, Colonice, 1639. Si noti l’ambiente ordinato e la perfetta
divisione del lavoro tra le maestranze impegnate in specifiche fasi
della lavorazione (da destra in senso antiorario): la composizione della
matrice con i caratteri mobili, l’inchiostrazione delle matrici, la pressione
della carta sulla matrice inchiostrata e il controllo delle stampe.

Le similitudini tra la storia lavorativa dello stampatore tedesco e quella degli imprenditori tecnologici della Silicon Valley, e di altri luoghi nel mondo comunque, non finiscono qui. Gutenberg sviluppò versioni alfa e beta del suo progetto, superando brillantemente diversi ostacoli di natura tecnica, e riuscendo a organizzare il processo produttivo secondo standard di efficienza mai visti prima. La sua scelta di passare da un modello chiuso a uno aperto, quasi open source, benché forzata dal succedersi degli eventi, si rivelò particolarmente illuminata.

La libera diffusione della stampa, infatti, contribuì ad una rivoluzione nella trasmissione della conoscenza, introducendo concetti e processi completamente nuovi, come quelli di opinione pubblica e di propaganda. Gutenberg, come spiega brillantemente Jeff Jarvis in questo e-book, fu il primo – e più grande – imprenditore tecnologico di tutti i tempi. I suoi successori, da Google in giù, dovrebbero guardare a lui come a un precursore, scoprendo nella sua storia personale elementi di ispirazione, intuizioni cruciali ed errori da non ripetere. Ma non solo loro: dalla vicenda di Gutenberg, primo geek di tutti i tempi, chiunque di noi può trarre un insegnamento importante.

Valerio Bassan

Lettera a un neonato

Caro neonato,

mi rivolgo a te.

A te, che hai compiuto il tuo primo mese di vita. Tra dieci anni, quando comincerai a prendere contatto con quello che succede nel mondo, sarà uno schermo a raccontartelo. Leggerai i tuoi primi articoli su un device molto più piccolo ed ergonomico rispetto a quanto siamo abituati noi, oggi. La tua finestra comunicativa sulla realtà sarà, sicuramente, elettronica.

Una ricostruzione della macchina tipografica di Gutenberg esposta al Museo Gutenberg di Magonza.
Una ricostruzione della macchina tipografica di Gutenberg esposta al
Museo Gutenberg di Magonza.

Faticherai a concepire la carta e l’inchiostro, il concetto di stampa ti risulterà oscuro: i tuoi insegnanti te ne parleranno, certo, ma non troverai informazioni a riguardo sui libri di testo. Anche nella tua scuola, infatti, i libri molto probabilmente saranno stati sostituiti dai tablet. L’unico tuo appiglio tangibile con il passato saranno – forse – penna e quaderno.

Sappi però, caro neonato, che seicento anni fa ci fu un uomo che rivoluzionò la diffusione e la trasmissione della conoscenza grazie alla sua possente creazione: la stampa a caratteri mobili. Johannes Gutenberg, questo il suo nome, non fu solo un geniale inventore: fu anche e soprattutto un caparbio imprenditore.

La sua storia, e quella della sua startup, sono raccontate magistralmente in questo breve pamphlet, che incorona lo stampatore tedesco quale primo imprenditore tecnologico della storia, un “great man” cui tutti gli innovatori della Silicon Valley e del mondo intero, oggi, dovrebbero cercare di ispirarsi.

La penna che ha scritto Gutenberg The Geek è quella di Jeff Jarvis, uno dei più importanti giornalisti ed esperti di media della mia epoca. Da Jarvis, teorizzatore del networked journalism, e dalle sue opere, il giornalismo del tuo presente avrà sicuramente tratto insegnamenti preziosi.

Ecco perché questo e-book è senza tempo: perché, mentre racconta il passato, descrive il presente. E si rivolge al futuro.

Valerio Bassan

1 thought on “Gutenberg il Geek, il nuovo ebook di Jeff Jarvis

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