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La slavina dell’informazione

101 segnalazioni di WiredRestare informati è stata sempre un’impresa. Oggi è quasi impossibile. L’informazione è soverchiante, sovrabbondante e anche disorientante perché la capacità di giudicarla, la verifica delle fonti, delle competenze e della buona fede si è totalmente trasferita al lettore. Anche sapendo che cosa cercare, non sapremmo a quale affidare il nostro tempo visto che tutti se lo contendono, famiglia compresa. La parola caos non è lontana dal descrivere questo fenomeno slavinico.

Inizia così ad affollarsi la squadra dei tecno-scettici e dei critici del soluzionismo tecnologico e del tecno-consumismo abbracciato dei tecno-entusiasti verso cui siamo istintivamente portati. Uno scrittore importante come Jonathan Franzen, parlando della condizione degli scrittori alla BBC radio, ha definito l’attività sui nuovi media in questi termini: “ciarlare, twittare e vantarsi”. Franzen si scaglia anche contro il comportamento abnorme degli editori USA che dicono agli autori esordienti: “Neanche guardiamo il tuo manoscritto se non hai almeno 250 followers su Twitter, costringendoli a buttare tempo ed energie nell’autopromoziome, quando queste potrebbero essere spese nel migliorare il proprio lavoro”. L’ultimo libro di Franzen The Klaus Project, dedicato allo scrittore satirico viennese Karl Kraus, è una critica spietata alla disumanizzazione tecnologica e alla distorsione della realtà da parte dei nuovi media.

Jonathan Franzen: le cose che odia

Tra le cose che Franzen detesta perché dannose per la società ci sono Twitter, gli e-book, gli smartphone, Internet e, ahimè, i gatti. Su quest’ultimo punto senz’altro discordiamo, sugli altri si può chiacchierare.

Ci sono sempre i rassicuranti media tradizionali, quelli che hanno fatto la storia dei mass-media e che stanno subendo un’azione disruptiva enorme e in conseguenza di essa stanno subendo anche loro una metamorfosi che però somiglia meno a quella di Kafka. Anche se i nuovissimi media hanno un sacco di problemi (deontologici, comportamentali, etici), alcuni hanno veramente l’“orecchio immerso dentro al secchio” e può valere la pena (anche in senso di sofferenza) di seguirli. Si tratta di Twitter, Tumblr, Flipboard, blog, feed rss, podcast, pagine Facebook, aggregatori, media collection: tutti quei mezzi detestati da Franzen, all’interno dei quali si muovono però persone, idee e analisi che possono aiutarci a capire quello che succede intorno a noi.

E allora che si fa? Si seguono tutti? A chi si domanda? Occorre sicuramente scegliere in questa McDonald’s dell’informazione e imporci una dieta mediatica drastica. Proposta: perché non proviamo a fidarci di “Wired”, la “Bibbia di Internet” che ha designato come suo santo patrono “Marshall McLuhan?”.

Le segnalazioni di Wired

Ecco che lo staff di “Wired USA” ci offre un menu di 101 segnalazioni di fonti d’informazione e di analisi fuori dal mainestream mediatico che sembra sempre più preoccupato del come monetizzare i contenuti. “Wired” ha posto la sua attenzione soprattutto sulle fonti d’informazione alimentate da persone indipendenti che hanno la passione, la conoscenza e la competenza per offrire l’informazione e l’analisi al massimo livello d’aggiornamento e d’approfondimento. Si tratta, scrive “Wired”, dei migliori reporter, scrittori e pensatori di Internet, gente che capisce quello che sta accadendo intorno a noi.

Perché il punto è proprio questo: capire quello che sta accadendo.

Chris Anderson e Louis Rossetto

Al centro Chris Anderson, attuale direttore di “Wired USA”, e a destra Louis Rossetto, fondatore del magazine nel 1993, insieme a Meghan Asha e Julia Allison, due celebrità della Silicon Valley, al 15° anniversario di “Wired USA” nel 2008.

Ovviamente “Wired” prende in considerazione solo fonti in lingua inglese. Sono soprattutto gli Stati Uniti il più grande laboratorio dei media e della tecnologia, il territorio nel quale avvengono le cose più importanti che poi si diffondono nel resto del mondo in modo pandemico.

Se vogliamo avere uno sguardo privilegiato sulla realtà, lì dobbiamo andare e vedere.

“Wired” divide in sei categorie le 101 fonti d’informazione. Eccole qui di seguito.

Economia. Le migliori fonti che coprono il mondo del business e della finanza. Dalla macroeconomia al microprestito, le fonti scelte da “Wired” forniscono un’informazione ad alto valore aggiunto, monetario naturalmente.

Tecnologia di consumo. Quando si desidera acquistare un nuovo smartphone, installare un software o attivare un social network, ecco le fonti da seguire per avere le analisi, i consigli giusti e le previsioni.

Cultura.  La cultura è panta rei e se non si resta aggiornati si perde il contatto con il cambiamento. Dalla musica al cinema, dai fumetti ai videogiochi ecco elencate le migliori fonti con le quali tenersi au courant e à la page.

Design.  Per parafrasare Steve Jobs, il design non è quello che appare, bensì il modo in cui si relaziona all’utilizzatore. Le fonti scelte da “Wired” analizzano come questo codice funzioni nei nuovi prodotti che sbarcano sul mercato.

Governo e sicurezza.  Dalla politica interna, allo scenario internazionale, ai problemi della sicurezza e del cyber-crimine, le fonti suggerite da “Wired” analizzano le notizie più importanti per capire quello che succede negli Stati Uniti e nel mondo.

ScienzaUn universo vastissimo quello della scienza popolato da  soggetti che operano a differenti livelli di conoscenza e di approfondimento. Gli accademici, i pensatori, gli scrittori e gli scienziati indicati da “Wired” possono guidare il lettore a orientarsi sulle scoperte più attuali e dirompenti.

Chiunque voglia iscriversi al servizio delle 101 segnalazioni di “Wired” può farlo utilizzando i link segnalati per ciascuna categoria.

Tecno-consumismo

Occupiamoci della categoria Tecnologia di consumo e analizziamo il diagramma che ha preparato lo staff di “Wired” per classificare le varie fonti d’informazione.

Ecco un diagramma facilmente leggibile che classifica su quattro quadranti le fonti d'informazione tecnologiche dividendole sull'asse verticale in notizie e analisi e su quello orizzontale in sobri e caustici

Ecco un diagramma facilmente leggibile che classifica su quattro quadranti le fonti d’informazione della tecnologia di consumo dividendole, sull’asse verticale, in base alla loro natura (“Notizie” o “Analisi”) e, su quello orizzontale, in base al loro stile (“Sobri” o “Caustici”. Ognuno quindi può scegliere quello che più si avvicina al suo mood.

ANALISI

  • Stile sobrio (5)
    Wirecutter. Blog sui migliori gadget in circolazione.
    Medium Collection. Raccomanda articoli e letture sulla tecnologia con approfondimenti di persone come Ev Williams, fondatore di Twitter, Hunter Walk, ex-produttore di YouTube.
    Anand Lai Shimpi. Blog di uno dei più esperti tech insider che analizza il mercato da 16 anni azzeccandole tutte.
    TechnoBuffalo. Blog sulle uscite dei nuovi gadget: non ne sfugge neanche uno.
    The Tech Block. Aggregatore di articoli di approfondimento sui principali temi di attualità della tecnologia.
  • Stile caustico (6)
    This Week in Google (TWIG). Canale YouTube. Tre titani dell’high tech Leo Laporte, Gina Trapani e Jeff Jarvis seguono il gigante del web molto da vicino.
    Digg Technology Channel. Aggregatore che identifica e propone le storie emergenti del mondo della tecnologia prima che si possano leggere da altre parti.
    Danny Sullivan. Twitter. Danny Sullivan copre le tematiche dei motori di ricerca con una competenza che nessuno possiede.
    Nick Bilton. Sul Blog del “New York Times” denominato “Bits”, Nick Bilton parla di come le tecnologie influenzano la nostra via con l’appeal che solo il NYTimes può avere. Se trovate qualcosa di nuovo potete ringraziare anche Nick.
    Daring Fireball. Blog che copre interamente il mondo Apple da parte di un combattivo e convinto sostenitore di Cupertino come John Gruber.
    Technology Subreddit. Aggregatore. Una delle più vaste comunità su Reddit con oltre 3 milioni di utenti che posta le più importanti storie tecnologiche del momento.

NOTIZIE

  • Stile sobrio (3)
    Pinboard Popular. Podcast che copre i temi cari ai nerd, non ultimo le recensioni dei peggiori videogiochi del pianeta.
    All About Microsoft. Blog di Mary Jo Foley che produce più scoop su Microsoft della gelateria Cold Stone di Redmond (la preferita di Ballmer) predicendo il futuro con eccezionale accuratezza.
    Evan Blass. Twitter. Evan, già senior editor di “Engadget”, conosce tutto sui dispositivi e le app in uscita.
  • Stile caustico (2)
    Mark Gurman. Twitter. La più informata fonte su Apple che ha previsto tutto quello che è successo in Apple prima ancora che lo sapessero quelli di Cupertino.
    Andrew Liszewski. Blog su Gizmodo che copre ossessivamente l’hardware tanto che Andrew riceve tutte le novità, prima ancora che siano annunciate, per le sue recensioni che sono epiche.

Buon viaggio!

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