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La tecnologia aiuta le comunità?

Mario Mancini

1 Aprile 2014

[Tempo di lettura: 5 minuti]

Tecnologia ti odio

techie_san_franciscoLa tecnologia è buona, la tecnologia è bella, la tecnologia è crescita. Senz’altro. Come ogni buona medicina, però, ha le sue controindicazioni. Se ne stanno accorgendo proprio i residenti del luogo da cui la tecnologia pompa i propri venti di cambiamento. A San Francisco se non hai incassato una qualche stock option in una start-up appena quotata, difficilmente potrai trovare casa. Già due studiosi del MIT, Erik Brynjolfsson e Andrew McAfee, c’avevano messo in guardia sulle conseguenze sociali della tecnologia: attenti! La tecnologia porta via posti di lavoro, aumenta le disuguaglianze e mette in mano a poche persone una quantità imbarazzante di denaro.

In questo ebook Erik Bryonjolfsson e Andrew McAfee discutono le conseguenze sociali della rivoluzioni tecnologica.
In questo ebook Erik Bryonjolfsson e Andrew McAfee discutono le conseguenze sociali della rivoluzione tecnologica.

La tecnologia tende ad essere elitaria e genera un’economia plutocratica. Simili moniti si sono ascoltati da Paul Krugman che è ossessionato dal ritorno dell’ineguglianza, dal liberalissimo “The Economist” che ne pare parimenti assillato e da un’altra testa pensante come Martin Wolf, chief economics commentator al “Financial Times”. Il recente libro di Thomas Picketty Le Capital au XXIe siècle ha mostrato che la ripartizione delle ricchezze è la questione centrale del nostro tempo.

Torniamo a San Francisco. I residenti della città del vento si sono proprio arrabbiati di brutto e piuttosto che prendersela con il governo o il potere locale, come accadrebbe in Europa, si sono imbufaliti contro i tecnologi e le loro aziende simbolo. Hanno iniziato a prendere a insulti gli sviluppatori a bordo degli autobus privati di lusso che collegano il centro di san Francisco a Palo Alto, Mountain View e Cupertino. Poi sono arrivati a bloccarli e qualche zuffa c’è pure scappata.

Fortunatamente abbiamo un testimone oculare: Nick Bilton, tech columnist del ‟NYTimes” e blogger tra i più seguiti. In un articolo sul blog Bit del ‟NYTimes” ha raccontato quello che sta accadendo, qualcosa che egli vive direttamente in quanto da qualche anno da New York City si è trasferito a San Francisco in una bella casa vista mare. Dovrà anch’egli sgombrare per far posto a un techie ventenne? Ormai il mestiere di giornalista sembra avviato verso il nulla al modo in cui Shane si avvia verso la prateria sconfinata nel finale del Cavaliere della valle solitaria. Allora era la ferrovia, oggi è il software.

* * *

San Francisco: chi fermerà il costo delle abitazioni?
1829 Church Street, San Francisco. Questa mansion è stata acquistata con un sovraprezzo di mezzo milione di dollari rispetto alla cifra richiesta dalla proprietà.
1829 Church Street, San Francisco. Questa mansion è stata acquistata con un sovraprezzo di mezzo milione di dollari rispetto alla cifra richiesta dalla proprietà.

Qualche tempo fa la casa rosa al numero 1829 di Church street, nel quartiere di Glen Park, a San Francisco, è stata posta in vendita a 895mila dollari. In meno di un paio di settimane è stata acquistata per un milione e mezzo di dollari, oltre mezzo milione in più rispetto al prezzo richiesto. La storia di questo villino da risistemare, con tre camere da letto, due bagni, pavimenti in linoleum e cucina che risale ai tempi di Eisenhower, è per certi versi emblematica del momento che sta vivendo la città.

Nella zona della baia di San Francisco c’è la più alta concentrazione di ricchezza degli Stati Uniti. Si dice che Google, quando è andato in borsa, ha creato mille milionari.

Lo stesso è accaduto per Facebook. E Twitter? Qualcuno dice 1600 milionari. Anche i lavoratori del settore tecnologico se la passano bene, con un salario di base medio di oltre centomila dollari all’anno.

Per capire come tutti questi soldi stiano cambiando San Francisco, basta dare un’occhiata al mercato immobiliare della città. Con l’arrivo delle aziende tecnologiche e l’afflusso di lavoratori ben pagati, i costi degli affitti e delle case sono schizzati. Come se non bastasse, San Francisco è diventata una specie di città dormitorio per molti giovani che lavorano nella Silicon Valley.

Uno sviluppo demografico non sostenibile
La forbice tra prezzo delle case e indice dei prezzi al consumo è evidente in questo grafico.
La forbice tra prezzo delle case e indice dei prezzi al consumo è evidente in questo grafico.

Da una parte l’industria tecnologica è stata un bene per la città. Il tasso di disoccupazione è al 4,8 per cento, al di sotto del 6,6 per cento a livello nazionale. Intere aree sono rinate. Ma i vecchi residenti si lamentano e sostengono che questa riqualificazione accelerata sta mettendo in discussione l’anima di San Francisco. Negli ultimi dieci anni sono arrivati 75mila nuovi residenti, ma sono state costruite solo 17mila unità abitative. Nei prossimi 25 anni, secondo le stime dell’amministrazione comunale, giungeranno altre 150mila persone. Ma San Francisco non è attrezzata per accoglierle.

La città è circondata dall’acqua da tre lati, e non si sa materialmente dove mettere le persone.

Non c ‘è da stupirsi, dunque, se il mercato è andato in fibrillazione. L’agente immobiliare Landon Nash racconta che succede che le case siano viste da centinaia di interessati e poi la vendita si conclude con un’asta tra una ventina di persone. Per avvantaggiarsi la gente preferisce non aspettare neppure il mutuo e pagare subito in contanti senza neanche visitare la casa. A dicembre del 2013 quasi il 40 per cento degli acquisti è stato effettuato in contanti.

Un città che emargina i “non tecnologici”
Questa vignetta tratta da un lungo articolo su
Questa vignetta tratta da un lungo articolo su “Wired” dal titolo “In This Silicon Valley Tech Culture and Class War, We’re Fighting About the Wrong Things” illustra bene il punto di vista dei residenti di San Francisco.

Il vero problema è, però, un altro: più gente arriva in città, più la città avrà bisogno di insegnanti, poliziotti e vigili del fuoco. Ma vivere a San Francisco con uno stipendio da dipendente pubblico è pressoché impossibile. Secondo Redfin un insegnante, che ha uno stipendio annuo medi0 di 59.700 dollari all’anno, non può permettersi di comprare nessuna delle case oggi in vendita nell’area di San Francisco. Gli agenti di polizia, che in media guadagnano 80mila dollari all’anno, potrebbero anche comprarne una.

Appena cinque anni fa poliziotti e insegnanti si sarebbero potuti permettere qualcosa come il 36 per cento delle case in vendita. L’amministrazione comunale è consapevole di avere un problema. Il consigliere comunale Scott Wiener ha le idee chiare.

Il nostro approccio al problema degli alloggi non funziona. È stato studiato per limitare lo sviluppo edilizio.

I vincoli alla costruzione di nuove case sono molto rigidi. Gli esperti del mercato immobiliare dicono che l’unico modo per costruire a San Francisco è in altezza, ma i vecchi residenti hanno già respinto vari progetti di palazzi a più piani. Inoltre, ogni nuova abitazione dovrebbe essere alla portata di tutti. Secondo il Public policy institute of California e lo Stanford center on poverty and inequality, più del 23 per cento degli abitanti di San Francisco è sotto la soglia della povertà.

Siamo proprio sicuri che la tecnologia porti benessere? Si apre il dibattito.

Alcuni attivisti anti-gentrification bloccano il pulman di Google in Valencia Street a San Francisco.
Alcuni attivisti anti-gentrification bloccano il pulman di Google in Valencia Street a San Francisco.

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