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Tre tendenze non buone per gli ebook

ebook_tabletIl device principale per la lettura dei contenuti, e quindi anche degli ebook, sarà lo smartphone?

Probabile. Tre tendenze in atto sembrano dirci questa cosa che non depone a favore degli ebook. La prima è la brusca interruzione della crescita esponenziale degli ebook che nel 2013 si sono attestati a un sobrio +5% venendo dal +159% del 2011 e dal +28 del 2012. Un capitombolo che si poteva attribuire a vari fattori: la crescita irripetibile degli anni precedenti, la mancanza di veri bestseller e casi letterari e via dicendo. Se però combiniamo questo dato con gli altri due, dobbiamo iniziare a considerare seriamente l’ipotesi di un declino più strutturale. Alcuni insider del mercato stanno già menzionando questo fenomeno come un dato di fatto.

Il mercato degli ebook ha registrato una flessione vistosa nel 2013. Sulle ragioni di questa flessione di discute molto. Molto ha contribuito la mancanza di bestseller come la serie delle sfumature.

Il mercato degli ebook ha registrato una flessione vistosa nel 2013. Sulle ragioni di questa flessione di discute molto. Molto ha contribuito la mancanza di bestseller come la serie delle sfumature.

La vendita di iPad nel terzo trimestre del 2014 è calata del 9,3%. Il mercato dei tablet nel 2014 è cresciuto di un modesto 12,1%, meno delle previsioni di Gartner.

La vendita di iPad nel terzo trimestre del 2014 è calata del 9,3%. Il mercato dei tablet nel 2014 è cresciuto di un modesto 12,1%, meno delle previsioni di Gartner.

Il primo dei due viene dalla Apple. La casa di Cupertino ha annunciato che il terzo trimestre del 2014, pur registrando una crescita robusta, oltre le previsioni, delle vendite di iPhone e Mac, ha visto il terzo calo consecutivo nelle vendite di iPad. Si tratta di un –9,3% sul corrispondente trimestre del 2013. Problemi della Apple o del mercato? Più del secondo che della prima.

C’è stato, sì, un aumento delle vendite dei prodotti concorrenti a basso costo (+11,3%), ma Gartner ha dovuto rivedere al ribasso le previsioni per il 2014 del mercato dei tablet che crescerà di un anemico +12,1% a confronto di un solido +52% del 2013 sul 2012. Gartner attribuisce questa perdita di mercato ai cosiddetti phablet e anche alla riluttanza dei consumatori a passare ai nuovi modelli proposti ogni anno dai costruttori.

Il secondo dato ce lo serve il Pew Research Center: il 32% degli americani consuma i contenuti sugli smartphone, con le donne a sopravanzare gli uomini nel tempo dedicato alla lettura su questi dispositivi (vi spendono 6 volte tanto il tempo degli uomini). Si conferma una quasi certezza: il pubblico dei lettori è in stragrande maggioranza femminile. Ma c’è un altra osservazione da fare: l’umanità legge molto di più grazie agli smartphone, sui quali non legge solo e-mail, twitt, o post di blog o Facebook e altri social media, ma anche libri, saggi e articoli in stile “New Yorker”.

Le vendite dei tablet rallentano nel 2014 come si nota da questo grafico. Interessante l'analisi del "Financial Times" riguardo alle cause.

Le vendite dei tablet rallentano nel 2014 come si nota da questo grafico. Interessante l’analisi di Richard Waters sul “Financial Times” riguardo alle cause. 220 milioni di tablet sono stati venduti nel 2013 contro 315 personal computer.

Le preferenze dei consumatori
La percentuale di americani che legge sugli smartphone secondo una rilevazione de Pew Research Center

La percentuale di americani che legge sugli smartphone secondo una rilevazione de Pew Research Center

Sembra che i lettori abbiano scelto proprio lo smartphone come il device di lettura, preferendolo al tablet e fors’anche all’e-reader. Che il Kindle non sia più quel razzo lanciato nel cielo lo si può inferire dall’agitazione di Amazon negli ultimi tempi, un’agitazione che ha lasciato di sasso parecchi osservatori di solito benigni verso il colosso di Seattle. Amazon non distribuisce dati sul Kindle: Forbes stima che dal 2013 le vendite dei Kindle sono state stagnanti o in declino rispetto agli anni precedenti. Dai 20,1 milioni di Kindle e Kindle Fire venduti nel 2012 si sarebbe passati ai 19,7 esemplari nel 2013. Amazon ha dunque una certa necessità di sostenere l’ecosistema degli ebook e non si fa molti scrupoli nel perseguire questo obiettivo. Fors’anche nell’interesse generale.

Viene da chiedersi allora se il mercato degli ebook diventerà un mercato di nicchia per gli over 43 e per gli aficionados, come sta succedendo a quello dei giornali, oppure riuscirà a rinnovarsi per sedere da vincitore al tavolo dei media dominanti nel nuovo scenario digitale a misura dei millennial. In quest’ultimo, lo spazio della lettura come attività culturale, ricreativa e formativa pare essere sempre più eroso dai media concorrenti alla forma libro e più accattivanti o socializzanti come lo sono il video, il gioco, l’interazione sui social media.

La soluzione a questa perdita di quota del libro è nelle mani prima di tutto dei creativi (gli scrittori e i comunicatori) e anche di quei soggetti imprenditoriali che storicamente si sono strutturati intorno ai creativi per costruire la moderna industria del libro: gli editori, gli agenti, i distributori, i librai e gli investitori. I lettori stanno già facendo il loro percorso che è molto leggibile. Le arti visuali sanno rinnovarsi a ciclo continuo; perché anche la parola scritta non può trovare nuove forme e modi di esprimersi? La gravitas è maggiore, ma non totalmente immobilizzante.

Le conseguenze sulla nascente industria degli ebook
Oggi gli ebook sono pensati e costruiti come copie digitali dei libri. Non c'è ancora uno modello autonomo che si adatti a un mezzo di lettura differente dalla pagina.

Oggi gli ebook sono pensati e costruiti come copie digitali dei libri. Non c’è ancora uno modello autonomo che si adatti a un mezzo di lettura differente dalla pagina.

Gli ebook di oggi sono pensati dagli autori e dagli editori per tablet ed e-reader, per adattarsi a uno spazio che è simile a quello di una pagina di libro. Gli ebook che scarichiamo sono copie digitali di un libro o, al meglio, versioni arricchite con qualche extra.

Come si fa a leggere un ebook, tradizionalmente inteso e costruito, nello spazio visivo di un telefonino anche a maxi-schermo? È un po’ come accomodare un elefante nel box doccia e pensare che possa insaponarsi con agio. Anche sul tablet p sull’e-reader, che è ancora più conservativo, dopo 30-40 pagine l’attenzione decade e il lettore inizia a vagare. Analizzando i commenti lasciati dai lettori dell’ebook di Piketty sul Kindle si è notato che queste annotazioni sono concentrate nelle prime 25 pagine per poi sparire del tutto. Responsabilità di Piketty? O è complice anche il mezzo che si tiene sotto gli occhi?

È chiaro che  materiali siffatti sono fruibili su uno smartphone al limite della sopportabilità. Ci vuole molta fede per farseli piacere. Si può ricorrere a specifiche app per la lettura di testi lunghi, ma l’user experience resta mediocre.

La soluzione sta nel contenuto. Bisogna che l’ebook inizi a distaccarsi dalla forma libro così come oggi è intesa. Deve succedere anche per un altro fenomeno che chiunque può verificare durante un qualsiasi tragitto in treno. L’utilizzatore di uno smartphone non opera assolutamente in una situazione di isolamento immersivo, che è quella in cui si legge un libro, ma in una condizione contraria. È immerso in una conversazione continua e in una condivisione vorace di qualsiasi attività. Ogni progetto di lettura su questi device deve tenere conto di questo stato di fatto.

Come possiamo raggiungere questo pubblico con i libri? Con quale forma di ebook possiamo soddisfarlo e tenerlo agganciato all’uncino? Il quesito, bello grosso, è di fronte a noi e la risposta non c’è e non ce l’ha nessuno. Forse sarà proprio la tecnologia a darcela.

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