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L’incontenibile Marissa

Yahoo_logoMeno di un anno e mezzo di Marissa Mayer a Yahoo!: il titolo ha raddoppiato il proprio valore, è stata liquidata una quota della partecipazione in Alibaba (il gigante del web cinese) con una plusvalenza considerevole, sono state acquisite 24 star-up tra cui Tumblr, è stato rivisitato il logo e la grafica di 15 aree del sito e di Yahoo Mail, è stato ridisegnato Flickr, è stata nominata da “Fortune” la persona più influente del mondo sotto i 40 anni (secondo si è classificato John Elkman) e, più importante di tutti, Marissa ha avuto un bambino, Macallister, per il quale ha ricevuto da Yahoo! un benefit di 500 dollari per comprare i pannolini e il biberon.

Come è riuscita a fare tutto questo in 17 mesi? Non ha neppure frequentato una scuola di business e management, perché è uno sviluppatore con specializzazione in intelligenza artificiale. È stata la scuola di Google a formarla e, soprattutto, la filosofia di Google degli inizi volta al cambiamento disruptivo in ogni settore di attività. Ora le cose a Google sono differenti e comandano quelli di Wall Street, ma il campus di Google è stato ed è una grandissima scuola di business e d’innovazione nel business.

Andamento del titolo di Yahoo! dal luglio 2012 mese di arrico di Marissa Mayer a Yahoo!.

Andamento del titolo di Yahoo! dal luglio 2012, mese di arrivo di Marissa Mayer. Un bel balzo: dai 16 dollari del luglio 2012 ai 33 del novembre 2013.

Yahoo!, quo vadis?

Nick Bilton, columnist del NYTimes, si occupa di  media e tecnologia. Tiene una rubrica sul quotidiano di New York dal nome “Disruptions” e ha un blog “Bits” che è stato inserito da “Wired US” tra i cento imperdibili.

Tutto questo ammirevole attivismo, però, non è riuscito a raddrizzare i conti di Yahoo! che continua a cedere fatturato, utili e quote del mercato pubblicitario ai concorrenti. Si dice che il titolo di Yahoo! sia così rialzista e i riflettori sulla Purple Company ancora accesi grazie alla sua residua partecipazione in Alibaba che si appresta a una quotazione supermiliardaria tra i 60 e i 100 miliardi di dollari.

Si dice anche che, malgrado l’iniezione di fiducia ed energia di Marissa Mayer, a Yahoo! manchi ancora una direzione definita di sviluppo che potrebbe essere quella della media company o della social company o di qualcosa che ancora però non si riesce a intravedere. È proprio quest’aspetto che discute Nick Bilton nella sua rubrica “Disruptions” sul NYTimes con un articolo dal titolo: “Disruptions: Under a New Chief, Yahoo Still Seeks Its Voice” che traduciamo per i lettori di ebookextra.

Nick Bilton ha pubblicato proprio in questi giorni con Penguin Hatching Twitter A True Story of Money, Power, Friendship, and Betrayal che ricostruisce i turbolenti inizi di Twitter che presentano molte analogie con il periodo dei torbidi russi quanto a lotte tra accolite, tradimenti, congiure di palazzo e accoltellamenti alle spalle tra i due fondatori del microblogging  Evan Williams e Jack Dorsey. Una narrazione che rovescia un truismo: una buona idea può anche sopravvivere a una disastrosa gestione.

Buona lettura con il fantasmagorico Nick!

L’ultimo libro di Nick Bilton Hatching Twitter: A True Story of Money, Power, Friendship, and Betrayal. Una buona idea come Twitter può sopravvivere a tutte le avversità.

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Il design in primis
Marissa Mayer

Marissa Mayer, CEO di Yahoo! dal luglio 2012.

Nei primi giorni di Google, quando i dipendenti lavoravano a un nuovo progetto, dovevano recarsi in pellegrinaggio da Marissa Mayer, dipendente n° 20, e capo del design e dell’interfaccia utente. Non era un’esperienza divertente.

“Dovevi sostare fuori dall’ufficio e attendere di essere ricevuto dalla preside” dice un ex-dipendente che preferisce non dichiararsi nell’eventualità di incrociare ancora Ms. Mayer. “Avevi appena cinque minuti per mostrarle il progetto a cui stavi lavorando da mesi e, se non le piaceva, dovevi riprogettarlo daccapo. Spesso era semplicemente soppresso”.

Quel genere di perfezionismo spiega, in parte, la fama della Mayer come artefice del look di Google. Durante la sua permanenza a Google, ha progettato l’estetica dell’home-page di Google e supervisionato l’aspetto grafico di quasi tutti i prodotti.

Così quando è stata nominata CEO di Yahoo! nel luglio del 2012, sembrò che avrebbe portato un rinnovato vigore al design della società che si era piuttosto appannato. Ma non è ancora chiaro se le decisioni grafiche e di interfaccia che ha preso stiano dando dei risultati.

Ha certamente portato dei cambiamenti con il profondo rifacimento di Flickr, il sito di condivisione di foto che Yahoo! ha acquistato nel 2005, con il logo di Yahoo! e con il servizio di posta elettronica Yahoo Mail. Questi cambiamenti non hanno entusiasmato. Gli utenti si sono lamentati per il rifacimento di Flickr perché il nuovo layout è troppo bloccato e distoglie l’attenzione dalle immagini. I designer si sono lamentati del remake del logo di un colore viola troppo brillante, affermando di non vedervi nessun miglioramento.

Quanto a Yahoo Mail, il rifacimento dell’ottobre scorso ha eliminato i tab e altre funzionalità tradizionali. La reazione? Una petizione su Change.org per ripristinare il vecchio formato. I gruppi di Facebook hanno criticato il nuovo formato e decine di migliaia di utenti si sono lamentati sul forum di Yahoo Mail.

Design e identità

Il cambiamento è tosto, come ben si sa. Ma c’è più di questo. Il design riflette l’identità. Il nuovo servizio di mail, per esempio, non dice niente di più sul modo in cui Yahoo! vede se stesso. La Mayer si è adoprata con determinazione per portare dei talenti in Yahoo News. Significa che Yahoo! è una media company? Se lo è, perché non ci sono contenuti media, come link alle news o contenuti di Flickr in Yahoo Mail? È un social network? Se lo è, perché non ci sono più elementi social integrati nel servizio di chat che appare molto invecchiato?

Molti clienti contestano che, invece di fare modifiche sostanziali, la riprogettazione di Yahoo Mail ha semplicemente copiato Gmail di Google, con il sistema di posta elettronica basato sulla conversazione.

YahooMail

La nuova interfaccia di Yahoo Mail. Sono stati eliminati i tab e altre funzionalità per impostare il servizio come conversazione sul modello di Gmail

Un portavoce di Yahoo! ha affermato che gli ultimi cambiamenti sono volti ad arricchire l’esperienza dell’utente. “A Yahoo!, siamo interamente focalizzati nel trasformare le abitudini quotidiane dei nostri utenti in qualcosa di più stimolante e divertente” ha detto in una dichiarazione. “Ogni nuovo prodotto, ogni innovazione e nuova progettazione continuerà a essere guidata dalla nostra missione di intrattenere i nostri utenti”.

Un ex-dipendente di Yahoo! ha detto che i cambiamenti a Yahoo! non spiegano ancora appieno che cosa sia diventata la società. “La questione reale è molto più profonda dei cambiamenti nella grafica” ha detto chiedendo di restare anonimo perché non si è consultato con l’azienda.

Oltre il design

“Si può ricavare dalle scelte grafiche qualche indizio per capire se Yahoo! si sta muovendo da un tipo di società a un altro?”

Marissa Mayer non è il primo capo di Yahoo! a cimentarsi con una questione del genere – a concentrarsi su un design che rifletta l’identità.

Terry Semel

Terry Semel, il CEO di Yahoo! che avviò la Purple Company verso una società media, ma perse la sfida con Google sul motore di ricerca. Era in quest’ultimo settore che stava il business.

Alla fine degli anni novanta, sotto Tim Koogle, il design del sito si concentrò sull’obiettivo di connettere le persone integrando RocketMail, che divenne Yahoo Mail, con GeoCities, la piattaforma antesignana dei blog. Nel 2001, quando Terry Semel divenne CEO, Yahoo diventò più un brand media con parecchio video aggiunto al sito. È ancora presto per la Mayer, ma le sue scelte grafiche non chiariscono che cosa Yahoo! vuole diventare da grande.

Don Norman autore del libro The Design of Everyday Things non pensa che il design conti.

“I grandi cambiamenti che Marissa ha fatto non sono il nuovo logo o la nuova Yahoo Mail – ha detto. I maggiori cambiamenti riguardano l’assetto interno della società. Sta rivitalizzando Yahoo! dal di dentro e tutto quello che si vede sulla superficie sono solo delle piccole increspature”.

Anche i numeri di Yahoo! sembrano confermare questo punto di vista. Da quando la Meyer ha preso in carico Yahoo! il valore di borsa della società è raddoppiato. Nell’ultimo quarto Yahoo! ha acquistato 8 start-up e aggiornato 15 prodotti che hanno condotto a un incremento del 20% del traffico del sito: adesso raggiunge 800 milioni di utenti al mese. Secondo Alexa.com, le pagine viste di Flickr sono aumentate dal momento del suo rifacimento, nonostante le critiche. Ciò può essere imputato anche alla decisione di Yahoo! di dare agli utenti un terabyte gratuito di spazio disco.

E il logo, in tutta la sua gloria viola, sta ancora penzolando sulla home page di Yahoo!. Anche se non sappiamo esattamente che cosa sia Yahoo!.

 

 

 

 

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