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mobile_gaimingDopo il web è nel mondo delle applicazioni che trionfa il gratis. Un successo annunciato, ma non scontato. Ma il contenuto non è proprio gratis come avviene ne web e nella TV commerciale, nel senso che è semplicemente ancillare alla pubblicità. Nel mobile gaming è gratis fino a un certo punto perché sul più bello verrà chiesto di pagare. È un modello che si chiama freemium e ormai impera nell’ecosistema delle applicazioni. È leggermente ingannevole tanto che l’antitrust della Commissione europea ha avviato un’istruttoria per sospetta pratica commerciale scorretta. Con i tempi dell’Europa quando arrivano a deliberare ci sarà senz’altro altro modello.

Che al modello gratis/freemium si siano, diciamo, rassegnati un po’ tutti lo si evince dalle dichiarazioni di Blake Jorgensen, Chief Financial Officer di Electronic Arts (EA Games), l’editore indipendente più grande del mondo nel settore dei videogiochi con 10 mila dipendenti e 3,8 miliardi di dollari di ricavi. EA Games produce giochi per tutte le consolle e anche per i dispositivi mobili dove raccoglie 130 milioni di utenti attivi con oltre mezzo miliardo di download. Partendo dalla considerazione che solo una piccolissima parte degli utenti che vengono dal mobile paga per scaricare un gioco Jorgensen ha dichiarato:

Penso che i giochi a pagamento per mobile spariranno. Per EA games è una fetta piccolissima del proprio business e, a conti fatti, l’utente preferisce scaricare sul proprio smartphone app gratuite. È più propenso ad acquistare dopo attraverso acquisti in game di piccoli importi allo scopo di assicurarsi nuove funzionalità/contenuti. Penso che il costo iniziale del gioco sarà zero e mi sembra giusto così. Così gli utenti potranno valutare meglio il contenuto e avranno la possibilità di sperimentare più titoli.

Dai giochi si passerà anche agli altri contenuti? Gli editori sono avvertiti. Sono pronti al freemium?

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