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La forma della poesia è riproducibile in un formato liquido?

poesiaAnche la poesia sta per essere travolta dalla rivoluzione diglitale. Gli ebook di poesia stanno conoscendo una rapida diffusione, se si considerano le pubblicazioni assai limitate degli ultimi anni, grazie all’avvento di nuove tecnologie, ma anche per merito di investitori attenti e lungimiranti.

Fino ad oggi, il successo degli ebook di poesie è stato ostacolato da tre fattori, rispettivamente di natura tecnica, economica e culturale.

Creare la versione digitale di una poesia significa innanzitutto scontrarsi con un problema di tipo pratico. Infatti, i formati per ebook non si prestano alla rappresentazione di testi poetici, poiché la forma non è facilmente riproducibile con l’ePub, il linguaggio di sviluppo degli ebook. Molto spesso, l’ebook non rispecchia la struttura delle poesie e non riportano le interruzioni di linea e di pagina, a cui gli autori attribuiscono una notevole importanza. Le pause che separano i versi sono cariche di significato, così che la loro assenza comporta la scomparsa degli spazi di riflessione entro i quali il lettore ha la possibilità di cogliere detrminate sfumature del testo.

Il problema di fondo non è trasferire i testi dalla pagina di un libro allo schermo di un ebook reader, ma fare in modo che la struttura e l’impaginazione delle poesie rimangano intatte anche qualora il lettore decidesse di modificare la dimensione dei caratteri o di servirsi di un dispositivo diverso da quello per cui l’ebook è stato creato appositamente.

Costi di produzione e ritorni economici
L’eccentrica sede nello stato di Washington della Copper Canyon Press, un editore non-profit dedicato alla poesia, che è molto avanti nella produzione di ebook di poesia con un catalogo di oltre 400 titoli. Recentemente ha ricevuto una cospicua donazione dalla Paul Allen Foundation (la fondazione del co-fondatore di Microsoft). La nuova collezione di poesia di Bob Hicok, Elegy Owed, è stato finalista nel 2013 al National Book Critics Circle Award. Nel 2009 un titolo pubblicato dalla Copper Canyon Press ha vinto il Pulitzer Prize for Poetry.

L’eccentrica sede nello Stato di Washington della Copper Canyon Press, un editore non-profit, che ha con un catalogo di oltre 400 titoli di poesia. Recentemente ha ricevuto una cospicua donazione dalla Paul Allen Foundation . Nel 2009 un titolo pubblicato dalla Copper Canyon Press ha vinto il Pulitzer Prize for Poetry.

Dal momento che la questione si configura ormai come una vera e propria sfida in campo tecnologico, alcune case editrici specializzate nella pubblicazione di poesie hanno ritenuto opportuno investire nello sviluppo di sistemi che si adattino alle esigenze di questo genere letterario. I costi non propri irrilevanti della codifica e la necessità di una revisione meticolosa hanno distolto molti editori dal proposito di pubblicare raccolte in versione digitale. Fino a questo momento, infatti, molti hanno preferito non rischiare e rimandare le spese di conversione a quando i pionieri del digital publishing, come la Copper Canyon Press, renderanno note le loro scoperte a beneficio di tutti, se mai decideranno di farlo.

A tutto ciò si aggiunge un’ulteriore complicazione e cioè che il riscontro economico di queste pubblicazioni è generalmente molto basso. Di conseguenza, le case editrici si concentrano in particolar modo sulla narrativa, impedendo alla poesia di consolidare la sua posizione all’interno del mercato editoriale. Per investire in una nicchia bisogna riporre una grande fiducia nelle sue potenzialità e avere il coraggio di dare spazio ad autori giovani e poco conosciuti, il cui contributo sarà fondamentale per svecchiare un genere il cui solo nome rievoca un mondo passato. Agli occhi del grande pubblico, la poesia continua a rappresentare la più solenne e forse la più antiquata tra le espressioni artistiche, oltre che la più difficile da comprendere e da apprezzare.

La poesia è cartacea?
Pasolini tiene in mano un’edizione con copertina rigida de le “Ceneri di Gramsci. Sen’altro non avrebbe gradito di vederlo su uno schermo. Ma chi sa? Pasolini non avrebbe mai cessatio di stupirci.

Pasolini tiene in mano un’edizione con copertina rigida de Le Ceneri di Gramsci. Sen’altro non avrebbe gradito di vederlo su uno schermo. Ma chi sa? Pasolini non avrebbe mai cessato di stupirci.

La terza barriera che impedisce alla poesia di imporsi nell’era digitale è alquanto astratta rispetto alle altre, poiché deriva da un atteggiamento culturale, ovvero dal bisogno di tenere in mano un libro cartaceo al fine di ricreare un preciso contesto temporale ed estetico. L’atto stesso di leggere un libro, meglio se un po’ vecchio e ingiallito, è di per sé qualcosa di molto suggestivo, mentre è più difficile riuscire a sentirsi dei piccoli Shakespeare tenendo in mano un lettore di ebook. Questa parola inglese rappresenta tutto un mondo che appare inconciliabile con la concezione classica di poesia, perché sinonimo di tecnologia e modernità.

Nonostante la presenza di alcuni ostacoli, sarà solo grazie alla digitalizzazione che questo genere letterario potrà uscire dal suo guscio, sucitando dapprima la curiosità e poi l’interesse di un numero sempre maggiore di lettori, grazie alle infinite potenzialità del web.

È proprio questa la tesi discussa in un articolo sul NYTimes di Alexandra Alter dal titolo Line by Line, E-Books Turn Poet-Friendly che riproduciamo di seguito in traduzione italiana.

* * *

L’esperienza di John Ashbery
Una raccolta di poesie di John Ashbery disponibile per il lettore Kindle.

Una raccolta di poesie di John Ashbery disponibile per il lettore Kindle. Sono passati solo tre anni da quando John Ashbery, vincitore del premio Pulitzer per la poesia.

Sono passati solo tre anni da quando John Ashbery, vincitore del premio Pulitzer per la poesia, si è preso un bello spavento nel constatare che l’edizione digitale delle sue poesie non rispecchiava affatto la versione stampata. I versi si susseguivano senza interruzioni di linea e le strofe erano state compresse in un blocco unico, come se il testo fosse in prosa, col conseguente appiattimento dell’articolata struttura architettonica delle poesie.

Quando Ashbery protestò nei confronti di Ecco, il suo editore, i quattro ebook in questione furono subito ritirati dal mercato.

Adesso le cose sono cambiate, l’editoria digitale ha fatto passi da gigante rispetto a pochi anni fa, e oggi è possibile riprodurre sugli ebook l’accurata impaginazione voluta dagli autori. Così, quando la società di edizioni digitali Open Road ha proposto ad Ashbery di creare una versione elettronica dei suoi libri, il poeta statunitense ha deciso di riprovarci.

La settimana scorsa, Open Road ha pubblicato ben 17 raccolte digitali, creando il primo ebook contenente buona parte delle poesie dell’autore, che questa volta non si è potuto lamentare.

È molto fedele all’impaginazione originale” ammette John Ashbery, che a ottantasette anni è ormai considerato uno dei più grandi poeti viventi degli Stati Uniti.

La crescita significativa degli ebook di poesie
I Cantos di Ezra Pound non sono ancora disponibili in ebook. La formattazione è complessa ma non impossibile. In ogni caso i testi poetici pubblicati nel 2013 sono raddoppiati rispetto all’anno precedente.

I Cantos di Ezra Pound non sono ancora disponibili in ebook. La formattazione è complessa ma non impossibile. In ogni caso i testi poetici pubblicati nel 2013 sono raddoppiati rispetto all’anno precedente.

Dopo oltre dieci anni dall’inizio della rivoluzione degli ebook, le case editrici di poesie stanno continuando a sgomitare per ritagliarsi un posto nel mercato digitale. Stando alle statistiche di Bowker, la società americana che rilascia i codici ISBN, nel 2013 sono stati pubblicati circa 2050 ebook di poesie, molti di più rispetto ai 200 del 2007, l’anno in cui è uscito il primo Kindle. Nel 2013 gli ebook costituivano all’incirca il 20% dei 10mila libri di poesia pubblicati, mentre nel 2012 raggiungevano appena il 10%.

Diversamente dagli altri generi letterari, la poesia ha resistito tenacemente all’avvento della tecnologia digitale e non per noiose questioni culturali, ma per problemi squisitamente tecnici, dovuti al fatto che quasi tutti gli e-reader alterano brutalmente le interruzioni di linea e le strofe, snaturando l’aspetto e il ritmo delle poesie. Per questo motivo, molti editori hanno preferito ritardare la digitalizzazione delle raccolte, così che le opere di alcuni grandi poeti non sono ancora disponibili in versione elettronica, come i Cantos di Ezra Pound o le poesie di Jorie Graham, ma anche quelle di Tracy k. Smith, Elizabeth Bishop e Czeslaw Milosz. Afferma Jeff Shotts, direttore editoriale della Greywolf Press:

Il verso è l’unità di comunicazione della poesia, ma la maggior parte degli ebook non sono in grado di riprodurlo correttamente.

Versi vs. software
La struttura di questa poesia di Mary Szybist non è riproducibile con il formato ePub che è lo standard degli ebook. Richiede una codifica molto più complessa.

La struttura di questa poesia di Mary Szybist non è riproducibile con il formato ePub che è lo standard degli ebook. Richiede una codifica molto più complessa.

Ciononostante, lo sviluppo di nuove tecnologie ha consentito agli editori di adeguarsi al cambiamento. Alcuni editori preferiscono affidare a un programmatore il compito di codificare le poesie mantenendo le interruzioni di linea e le strofe, mentre altri si servono di file bitmap o PDF, che possono riprodurre immagini digitali di testi dalla struttura particolarmente elaborata, come quelli di Mary Szybist, in cui i versi si sprigionano dall’interno verso l’esterno. Alcune tra queste pubblicazioni contengono una dichiarazione di esonero da responsabilità, che invita i lettori a non modificare la dimensione predefinita dei caratteri, per far sì che il testo sia rappresentato al meglio.

L’anno scorso, la casa editrice indipendente New Direction, fondata nel 1936, ha iniziato a produrre ebook di poesie, pubblicando più di 60 libri digitali contenenti lavori di Pablo Neruda, Dylan Thomas e William Carlos Williams.

A gennaio, anche la casa editrice newyorkese Farrar, Straus & Giroux ha iniziato digitalizzare le sue pubblicazioni di poesia. Dopo aver superato il problema dell’impaginazione e della codifica, è arrivata a produrre 111 raccolte digitali, mentre ne aveva pubblicate appena 17 nel 2013 e una sola nel 2012. Dichiara Christopher Richards, redattore editoriale della Farrar:

Prima di passare al digitale volevamo assicurarci che l’impatto visivo concepito dagli autori rimanesse inalterato. Il colpo d’occhio è un fattore molto importante, perché può comunicare a sua volta un significato, e sottovalutare questo aspetto significa impoverire la poesia nel suo complesso.

Verso nuove forme espressive?
In La lingua bastarda, una eboo di poesie, Lorenzo Monfregola ha pensato a qualcosa di innovativo che tende a utilizzare le potenzialità del mezzo digitale. Le sue poesie si possono leggere un verso dopo l'altro, oppure, a salti tramite i link presenti su alcuni versi o parole, che costruiscono al volo una poesia infinita. Questa doppia lettura, classica e a salti, imprime una particolare originalità e l’opera e non è riproducibile in un libro.

In La lingua bastarda, una ebook di poesie, Lorenzomonfreg ha pensato a qualcosa di innovativo che tende a utilizzare le potenzialità del mezzo digitale. Le sue poesie si possono leggere un verso dopo l’altro, oppure, a salti tramite i link presenti su alcuni versi o parole, che costruiscono al volo una poesia infinita. Questa doppia lettura, classica e a salti, imprime una particolare originalità e l’opera e non è riproducibile in un libro.

La poesia digitale continua però ad essere schiacciata dalla stampa, tanto che poeti ed editori stanno iniziando a chiedersi se questi ebook siano davvero così richiesti. “Molti appassionati di poesia preferiscono tenere in mano un libro vero e proprio”, afferma Michael Wiegers, caporedattore della Copper Canyon Press.

Per gli editori, un altro problema è quello dei costi, perché la poesia vende poco rispetto agli altri generi letterari. Per di più, la codifica dei testi elettronici è un processo abbastanza costoso, specie nel caso dei poeti meno conosciuti, che vendono poche centinaia di copie.

In ogni caso, chi pubblica poesie ha ormai capito di non poter più ignorare la rivoluzione digitale che ha investito il campo dell’editoria e c’è chi sta puntando molto sullo sviluppo di ebook. La Copper Canyon Press ha investito circa 150mila dollari per produrre raccolte di poesia in ebook, grazie a finanziamenti di sponsor come la  Paul G. Allen Family Foundation.

Commenta Wiegers:

La maggior parte dei soldi è finita nelle tasche dei programmatori, …ma ci sono voluti parecchi esperimenti e altrettante codifiche.

Ci sono poi autori che restano fermamente convinti della superiorità della stampa. Il poeta americano Albert Golbarth, ad esempio, che ha pubblicato più di 30 libri di poesia, si rifiuta di passare agli ebook, non tanto per una questione di principio, ma semplicemente perché la stampa permette di controllare l’aspetto e le dimensioni dei caratteri, oltre che l’impaginazione.

Altri preferiscono richiedere l’aggiunta di una dichiarazione di esonero da responsabilità, come ha fatto lo statunitense Billy Collins, poeta laureato emerito, quando pochi anni fa si è accorto che modificando la dimensione dei caratteri sull’ebook reader le poesie risultavano sproporzionate. Adesso, nelle sue raccolte digitali è specificato che determinate funzioni possono alterare “l’integrità fisica delle poesie“. Afferma Collins

La prima impressione che abbiamo di un testo poetico è la sua forma sulla pagina… Ogni poesia ha una sua integrità scultorea che è impossibile da riprodurre su un lettore di ebook.

Le poesie di Ashbery, che di solito sono molto lunghe, con versi che ricordano lo stile di Walt Witman e con rientranze alquanto complesse, sono state particolarmente difficili da digitalizzare.  Ammette il poeta:

I versi delle mie poesie sono piuttosto lunghi, ma per me è molto importante che siano riprodotti accuratamente sullo schermo… l’impatto di una poesia dipende in gran parte dalle interruzioni di linea, che spesso per gli editori sono meno importanti di quanto non lo siano per gli autori.

La procedura corretta
L’ipad è il dispositivo di migliore per leggere le poesie. Si possono leggere sfogliando le pagine o come un papiro. È questa la scelta effettuata dal poeta Luigi Monfregola per la sua raccolta La lingua bastarda che si può leggere anche come una poesia infinta navigando tramite i link

L’ipad è il dispositivo di migliore per leggere le poesie. Si possono leggere sfogliando le pagine o come un papiro. È questa la scelta effettuata dal poeta Lorenzomonfreg per la sua raccolta La lingua bastarda.

Dopo la prima disavventura, Ashbery era alquanto riluttante all’idea di cedere ancora i suoi diritti digitali, ma due mesi fa il suo agente letterario ha incontrato Jane Friedman, amministratore delegato della Open Road, che si è detta interessata a pubblicare una versione digitale dei suoi libri, rassicurando il poeta e il suo agente sul fatto che i versi non sarebbero stati alterati.

Dopo essersi fatto desiderare per quasi un anno, Ashbery ha accettato di cedere i suoi diritti per 17 collezioni, ma ci sono voluti diversi mesi per realizzare gli ebook. Prima le poesie sono state scannerizzate, digitalizzate e revisionate accuratamente. In seguito, la Open Road ha inviato i file alla eBook Architects, una società americana che sviluppa ebook, dove è stata effettuata la codifica dei testi, che in seguito sono stati contrassegnati a livello semantico classificando gli elementi formali come versi, strofe o capoversi. Per evitare che la parte finale di un verso sia tagliata a causa delle dimensioni inadeguate dello schermo o dei caratteri, la si fa rientrare nella riga sottostante, secondo una convenzione accettata ormai da secoli anche nella stampa. In realtà, queste tecnologie sono ancora tutt’altro che perfette. L’iPad, che ha uno schermo molto grande, è sicuramente il dispositivo più adatto per leggere le poesie di Ashbery, mentre su Kindle o su iPhone il testo può risultare penalizzato, con molti versi che fuoriescono dai bordi.

In ogni caso, secondo gli studiosi di poesia, questi piccoli inconvenienti sono il prezzo che Ashbery deve pagare per lasciare il segno nell’era digitale. Robert Polito, presidente della Poetry Foundation, è arrivato ad affermare:

John Ashbery è il nuovo T. S. Elliot o la Gertrude Stein dei giorni nostri, perciò è fondamentale che le sue opere siano disponibili presso fonti autorevoli e in tutti i formati possibili.

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