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L’usabilità di Twitter

Bla, bla, blaTwitter è uno strumento adorato dai giornalisti e da tutti coloro abitano il pianeta delle notizie. Nessun altro strumento sembra più efficace e incisivo di Twitter. Alcuni s’informano soltanto attraverso Twitter che li guida a selezionare le informazioni e discernere tra quelle rilevanti e quelle meno rilevanti. Ma questo discernimento, che era uno dei punti di forza del Twitter delle origini, oggi sembra essersi smarrito e sempre più il microblog sembra avviato verso una “valle del bla bla bla”, una specie di arena in cui combattono i gladiatori affamati d’attenzione.

La colpa è anche del modello di funzionamento di Twitter che a guardar bene è un grande calderone che mescola un sacco d’ingredienti in un minestrone sempre più denso. Che ci sia qualcosa che non va in Twitter, qualsiasi nuovo utente lo nota solo alcuni minuti dopo che ha iniziato a usarlo. È stato lo stesso Dick Costolo, CEO di Twitter, a riconoscerlo senza troppi giri di parole: “semplicemente dobbiamo migliorare Twitter” ha detto durante una videoconferenza con gli analisti di borsa. Il giorno dopo il titolo ha preso una bella mazzata: un calo del 21% a porre fine all’incredibile rally dalla quotazione del 7 novembre 2013. Dopo questa giornata da cani, il management di Twitter si è impegnato a revisionare l’intero meccanismo del sito, comprese le app per dispositivi mobili, con l’obiettivo di far tirar fuori dalla mattassa i post maggiormente rilevanti e gli argomenti che interessano davvero.

Dick Costolo, CEO di Twitter, ha riconosciuto che occorre lavorare parecchio per l'usabilità di Twitter.

Dick Costolo, CEO di Twitter, ha riconosciuto che occorre lavorare parecchio all’usabilità di Twitter che è diventata una delle maggiori preoccupazioni di color che guardano al microblogging come uno dei social con maggiore potenzialità di sviluppo. Qui in una copertina dedicatagli dal magazine “Forbes”.

Adesso i messaggi sono raccolti in ordine cronologico inverso senza che vi sia alcuna differenza, né possibilità di riordinamento, tra quelli triviali e quelli rilevanti. Neppure i tweet possono essere separati per argomento o altro criterio di classificazione. È una lista chilometrica di messaggi come lo erano le code davanti agli AppStore quando usciva un nuovo modello di iPhone.

In poche parole l’usabilità di Twitter è un grandissimo punto interrogativo anche per la sua crescita. Ma non è solo questione di usabilità dello strumento; è anche questione del comportamento degli utenti che iniziano a usare Twitter come una piattaforma di talent show attraverso cui dar tromba al proprio X-factor.

È proprio su questo aspetto che si sofferma la riflessione di Jenna Wortham sul “New York Times” nella rubrica “Bits” in un articolo dal titolo “Valley of the Blahs: How Justin Bieber’s Troubles Exposed Twitter’s Achilles’ Heel” tradotto e adattato per il pubblico italiano da Giuseppe di Pirro del  team di ebookextra.

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La non-notizia su Justin Bieber
Il 22 gennaio 2014 Justin Bieber è stato bloccato sulla sua Lamborghini e arrestato dalla polizia di Miami Beach per aver ingaggiato in stato di ubriachezza una gara con una Ferrari

Il 22 gennaio 2014 Justin Bieber è stato bloccato sulla sua Lamborghini e arrestato dalla polizia di Miami Beach per aver ingaggiato, in stato di ubriachezza, una gara con una Ferrari

Sembra come se stessimo tutti cercando di impersonare un ospite sfrontato in uno spettacolo della seconda serata. Il desiderio dei contributori di distinguersi l’uno dall’altro può essere il tallone d’Achille dei siti di social media. Ad un certo punto, Twitter ed il resto dei social media sono divenuti meno orientati nella direzione del voler condividere la notizia e maggiormente verso quella di voler essere la notizia.

Si prenda Justin Bieber, ad esempio. Appena le voci dell’arresto di quello che un tempo era l’angelica e profondamente inquieta pop star canadese iniziarono a farsi strada nel web, le reazioni proruppero su Twitter, andando dallo scherzo al chiacchiericcio.

Ma il motivo di gran lunga più ricorrente era qualcosa di simile a: “Perché questa è una notizia?”. La risposta più schietta è che non lo fosse – perlomeno che non fosse la notizia più importante accaduta in quel giorno specifico. Ma Twitter non si interessa più in realtà della cosa maggiormente importante – ha cessato di occuparsi del rilievo delle cose da molto tempo. Twitter sembra esser giunto a un punto di svolta, una fase in cui i suoi contributori hanno smesso di cercare di rendere il servizio il più utile possibile per la massa, e stanno invece cercando di distinguersi gli uni dagli altri. Ci si preoccupa meno dell’andare alla deriva trascinati dalla corrente, si assimila quello che si può mentre si naviga, e maggiormente del cercare di rendere la zattera la più sgargiante su cui navigare per raccogliere fan e riconoscimenti, via via.

Come è potuto succedere?

Freschezza meglio della rilevanza
Se il retweet è il misuratore di rilevanza di Tweeter, questo grafico mostra i soggetti che incontrano il maggior favore e mostrano anche come il microblogging può anche essere una piattaforma interessante commercialmente.

Se il retweet è il misuratore di rilevanza di Twitter, questo grafico mostra i soggetti che incontrano il maggior favore e mostrano  come il microblogging può anche essere una piattaforma interessante commercialmente.

Una teoria: La psicologia delle dinamiche della massa potrebbe funzionare in modo diverso su Twitter rispetto a quanto non faccia su altri social network ed in altri sistemi. Come utente di lunga data del servizio con un seguito considerevole, ritengo che il numero di seguaci che si ha sia spesso irrilevante. Ciò che conta, tuttavia, è quante persone s’interessino a voi, o attraverso i retweet, i preferiti o il Santo Graal, un retweet da qualcuno molto noto, come una celebrità. Quella conferma che il vostro contributo è importante, interessante o meritevole è una prova sociale sufficiente a incoraggiare l’iterazione. Molte volte, ciò si traduce in un’esagerazione, nello sforzo di essere il più chiassoso o il più ritweettato e indicato come la persona che ha catturato l’evento più sensazionale del giorno nel modo più efficace.

In conseguenza di ciò, la freschezza trionfa sulla rilevanza, ovvero in qual modo la notizia di un singolo evento relativamente insignificante possa esasperare pressoché l’intera comunità nel corso di una giornata. Ci sono alcuni altri eventi recenti, oltre all’arresto del signor Bieber, che hanno catturato Twitter fino allo sfinimento.

Sembra come se stessimo tutti cercando di impersonare l’ospite sfacciato in uno spettacolo della seconda serata, un concorrente di un reality show o un bambino con una tiara su Twitter – intenti a sfornare la prestazione della vita, mediante una sequela incessante, piccante di commenti, GIF o risposte che ci aiutino ad emergere dalla massa. Siamo persuasi dell’idea che se siamo sufficientemente bravi, questo potrebbe essere il nostro biglietto per il successo, facendoci approdare a un fugace spot in un round-up su BuzzFeed o The Huffington Post, o nella migliore delle ipotesi, alla scrittura di un pezzo. Ma il più delle volte, ciò si traduce nello stare su un palco collettivo improvvisato, sgomitando l’un l’altro per farsi spazio, nella speranza di vedersi riconosciuto di aver espresso la facezia o la replica più intelligente. Gran parte di ciò sfocia nell’ilarità. Forse una pari quantità porta al logoramento.

Addio circuito elettrico di notizie?
I servizi di messagistica che riescono a garantire relazioni dirette o tramite gruppi limitati iniziano a rappresentare un'alternativa seria ai social classici. Basta guardare lo spazio che ha conquistato Snapchat e anche l'acquisizione indefinibile di WhatsApp da parte di Facebook.

I servizi di messagistica, che riescono a garantire relazioni dirette o tramite gruppi limitati, iniziano a rappresentare un’alternativa seria ai social classici. Basta guardare lo spazio che ha conquistato Snapchat e anche l’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook.

Dire che il servizio non è più pertinente o informato sarebbe inesatto – trascorro ancora gran parte della mia giornata leggendo attentamente Twitter, selezionando i migliori link, approfondimenti, battute e pezzi da esaminare e condividere in seguito – ma è meno informato (e informativo) di quanto fosse solito essere. Sempre più spesso, mi sono ritrovata a ritirarmi all’interno di gruppi più piccoli, dove la posta in gioco è minore e le persone più oneste e meno determinate a sostenere una qualche opinione, più libere di scherzare e sperimentare, più fiduciose verso l’altro e aperte a una vera conversazione.

Twitter una volta si presentava più come un circuito elettrico di notizie, con resoconti provenienti da tutto il mondo, di luoghi e cose, esperienze e persone, e io vorrei che continuasse a essere ancora esattamente quel tipo di luogo. Può ancora apparire così, soprattutto durante i principali eventi di cronaca che si dipanano in tempo reale. Quello è il momento in cui Twitter rifulge come un nuovo media, quando siamo tutti impegnati a condividere e divorare ogni nuova primizia offerta dalle fonti presenti sul campo, inviati, solitari testimoni oculari, commentatori sarcastici. Tuttavia l’euforia di quei momenti può averci indotto a considerare anche il più piccolo episodio come qualcosa che valga la pena analizzare, rigurgitare ed esaminare sino alla morte. Stiamo tutti fremendo al riguardo, sospesi indefinitamente, in attesa della nostra possibilità di parlare, di aggiungere qualcosa d’intelligente alla conversazione, anche quando sarebbe meglio non dire assolutamente nulla.

Twitter inizia a mostrarsi irrigidito, rallentato dal peso dei propri utenti, impacciato, più estenuante che emozionante. Questo potrebbe essere il motivo per cui forme meno pubbliche di comunicazione – applicazioni di messaggistica come Snapchat, GroupMe, Instagram Direct e persino i thread di posta elettronica vecchio stile e i gruppi di Google – stiano giocando un ruolo sempre più rilevante nelle interazioni più significative nel corso della mia giornata online.

Il design di Twitter non è il problema più importante

hashtagIl recente logorio è un aspetto del design relativamente semplice di Twitter? Esso non è in grado di gestire la complessità data dai numerosi threads di conversazione che hanno luogo contemporaneamente in tutto il sistema? Forse. Twitter ha mostrato una certa propensione nel cercare di aiutare i propri utenti a vagliare il flusso d’informazioni con il fine di trovare ciò che più si addica loro. L’azienda sta sperimentando account che evidenzino i tweet o gli account che le persone all’interno della vostra rete hanno iniziato a seguire di recente. Nella nuova versione dell’applicazione mobile, Twitter fornisce anche delle notifiche quando le persone che seguite iniziano a chattare in relazione ad un particolare argomento, come uno spettacolo televisivo o un evento sportivo, un qualche sviluppo istruttivo e utile. Ma per ora, almeno, Twitter ha in mente ben altri obiettivi, come il trasformare il servizio in una piattaforma da cui germoglino e-commerce ed altre iniziative volte a renderlo un servizio altamente remunerativo.

Tuttavia anche se la società dovesse scattare sull’attenti e dare alla propria comunità qualcosa di diverso dalle liste e dai pulsanti block o unfollow di Twitter per aiutare gli utenti a personalizzare i propri feed, molto probabilmente non sarebbe sufficiente. Noi, gli utenti, i produttori, i consumatori – tutta la nostra energia maniacale, bramosa di ricevere attenzioni, di essere apprezzata, riconosciuta per un qualche importante contributo alla conversazione – siamo il problema. Esso è alimentato dal nostro crescente bisogno di attenzione, approvazione, attraverso i “mi piace”, i preferiti, risposte, interazione. Si tratta di un circuito vizioso di feedback che non può concludersi, perlomeno non subito.

Le differenti tipologie di tweet

Le differenti tipologie di tweet. Come si può notare da questa pagina presa da una brochure distribuita da Twitter esistono molte opzioni alle quali un singolo o un’organizzazione può ricorrere nella corsa alla rilevanza.

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