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Un baccanale di sprechi e corruzione

Putin SochiL’‟Economist” scrive che le Olimpiadi invernali di Sochi sono costate 50 miliardi di dollari, le più costose della storia dei giochi olimpici invernali ed estivi: quattro volte in più di quanto si sia speso per Londra 2012.

Secondo l’onnipotente presidente russo, Vladimir Putin, sono costate 214 miliardi di rubli, pari a 6 miliardi di dollari. Grandi poster proclamano: “Russia — Grande, Nuova, Aperta”; altri in inglese: “Hot, Cool. Yours”; mentre l’azienda statale Sberbank conia il motto d’assalto della Russia putiniana “Oggi Sochi. Domani il mondo”. Sulle Olimpiadi invernali si gioca veramente una bella partita per il futuro del putinismo.

Putin, secondo Forbes, è l’uomo più potente del pianeta, più potente del presidente americano e di quello cinese. È diventato così potente perché ha saputo annichilire le opposizioni. Un ebook uscito recentemente, attraverso le testimonianze dirette dei protagonisti, fornisce un’idea di come sono messe le opposizioni russe dopo il terzo ritorno di Putin alla presidenza.

Trionfalismo: marcia indietro
L'ebook edito da goWare che raccogli le testimonianze dei maggiori oppositori a Putin: Pussy Riot, Khodorkovsky, Navalny, Guriev, Roizman.

L’ebook edito da goWare che raccoglie le testimonianze dei maggiori oppositori a Putin: Pussy Riot, Khodorkovsky, Navalny, Guriev, Roizman.

Il costo di Sochi ha iniziato a imbarazzare anche Putin in un momento in cui la Russia sta soffrendo economicamente e i suoi tassi di crescita iniziano a somigliare a quelli italiani. Una faccenda a cui è diventato sensibile tutto l’establishment putiniano che ha abbassato notevolmente i toni sulle risorse impiegate nella trasformazione di Sochi da un piccolo villaggio sul Mar Nero ai piedi del Caucaso in una sorta di Babilonia eretta a eterna gloria della Russia.

Adesso il mood prevalente non è la pomposa autocelebrazione, ma la frugalità. Improvvisamente la centrale elettrica eretta appositamente, la mega stazione ferroviaria, le 200 nuove strade costruite per collegare Sochi alla grande viabilità sono diventati investimenti per lo sviluppo della regione e del turismo e stimolo dell’economia e quindi non possono essere conteggiati nelle spese per l’organizzazione dei Giochi Olimpici. Ecco che cosa ha dichiarato Aleksandr D. Zhukov, presidente del comitato olimpico per Sochi:

«Non ha senso prendere tutti i costi di Sochi – comprese quelli per la costruzione delle strade – e ascriverli alle Olimpiadi».

Giustissimo, perché queste infrastrutture resteranno in una regione che ne ha un grandissimo bisogno. Ma come si fa, nella Russia di Putin, a non interpretare queste dichiarazioni dell’ultima ora, dopo mesi di celebrazioni, come un preciso segno politico?

Il comitato di Navalny
Navalny, il blogger oppositore, forse l'unica vera minaccia per Putin.

Navalny, il blogger oppositore, forse l’unica vera minaccia per Putin.

Intorno alle Olimpiadi di Sochi, definite “bacchanalia of waste and corruption” dall’‟Economist” , la voce più importante dell’opposizione. Il blogger Aleksey A. Navalny ha lanciato dal web un drone intelligente mirato a centrare un obiettivo specifico: le menzogne di Putin sul costo di Sochi.

Navalny con il suo Comitato Anticorruzione sta lavorando da oltre due mesi a preparare un rapporto dettagliato sulle spese di Sochi esaminando tutte le fonti finanziarie disponibili dal 2006: conti pubblici, bilanci delle imprese coinvolte nel progetto e quant’altro si riesce a trovare.

Secondo Navalny la spesa dichiarata da Putin, cioè i 6 miliardi di dollari, non è neppure la metà del solo costo del governo per organizzare l’evento. Il blogger dice che Sochi si è trasformato in un insostenibile progetto di vanità personale volto a cementare l’eredità dell’era putiniana come periodo determinante a restaurare la Russia quale potenza mondiale. Navalny lo dice con queste parole:

Somiglia davvero a un piccolo malvagio faraone che costruisce per se stesso la più grande piramide del mondo… Non c’è altro modo di smascherare questa gigantomania che portare alla luce quanto questo insensato progetto è costato davvero.

Non è questa un’impresa facile perché la spesa è stata dispersa in una miriade di conti. “Non c’è una sola fonte per i dati e ogni progetto richiede una specifica indagine”, dice il blogger.

Una faccenda personale di Putin
L'isolamento di Sochi è piuttosto evidente, ma lo sono anche le sue potenzialità turistiche specialmente dopo la perdita della Crimea.

L’isolamento di Sochi è piuttosto evidente, ma lo sono anche le sue potenzialità turistiche specialmente dopo la perdita della Crimea.

Navalny contesta soprattutto l’asserzione che la maggior parte della spesa è stata sostenuta dai privati e non dai contribuenti russi, per il semplice fatto che grande parte delle imprese coinvolte nei lavori di Sochi sono imprese a partecipazione statale maggioritaria come le Ferrovie Russe, Sberbank o Gazprom. Secondo il Comitato anticorruzione di Navalny solo il 4% dei costi complessivi sono stati veramente sostenuti da privati.

Ma c’è di più: oltre ai progetti sotto gli occhi di tutti come lo stadio del ghiaccio, le piste e altri impianti strettamente correlati allo svolgimento dei Giochi, sono stai tirati su altri edifici che non hanno niente a che fare con le gare o con il turismo prossimo venturo. Tra questi una residenza privata per Putin, una chiesa al villaggio olimpico e residence di lusso per i dipendenti di varie agenzie governative come la procura generale, il servizio di sicurezza e via dicendo.

‟Con la scusa delle Olimpiadi, hanno costruito un super-magnifico resort per coloro che sono finiti nella Lista Magnitsky e non possono lasciare il paese” precisa Navalny facendo riferimento alle sanzioni americane che proibiscono viaggi e investimenti negli USA per quei funzionari russi accusati di violazioni dei diritti umani.

Le Olimpiadi sono state considerate in Russia alla stregua di un fatto personale del Presidente. Non ci sono state audizioni parlamentari, rapporti sui costi, dibattiti pubblici e le critiche sono venute da uno sparuto gruppo di critici soprattutto giornalisti dissidenti e blogger.

Riuscirà il gruppo di Navalny a smuovere qualcosa? Molti dubitano: l’assuefazione dei russi alla corruzione e al clientelismo è un ostacolo micidiale. Fatti correlati a questi fenomeni non fanno notizia a tal punto che il primo ministro Dmitri A. Medvedev ha bellamente dichiarato alla CNN:

«Non ci sono prove per dire che la corruzione collegata a Sochi è maggiore del livello medio di corruzione del paese».

Chi salverà la Russia?

Le opposizione russe la salveranno, ma non subito.

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