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Peggio di 1984

The CircleNon leggete The Circle, l’ultimo romanzo di Dave Eggers (Knopf/McSweeney’s; pp. 491 $27,95). Dà più angoscia di 1984 e del Pasto Nudo, anche se non è di quel livello narrativo. Non è un capolavoro, ma fa pensare. Più che l’emozione stimola la ragione, per questo lo shock dura di più. The Circle non è fantascienza è realtà, o meglio scienza del controllo sociale. Se lo leggete vi verrà la voglia di farla finita con Gmail, chiuderete tutti gli account social e vorreste anche lanciare l’iPhone dal 12° piano e potrebbe anche non rompersi perché Steve Jobs l’ha fatto robusto. Ma questo non si può fare. Essere consapevoli però si può. E The Circle ci aiuta a conoscere o almeno a riflettere sulla condizione di un immediato futuro che è già presente.

La stampa internazionale, soprattutto di lingua inglese, ha dato un grandissimo spazio a The Circle con recensioni, commenti ed editoriali che hanno sezionato il lavoro di Eggers. Tutti hanno sentito il bisogno di discutere il significato dei tre capisaldi a fondamento della distopia del mondo interconnesso; capisaldi che connotano il nuovo ordine internazionale disegnato pacificamente dai visionari di Google & Co.: il segreto è bugia, la privacy è furto e la condivisione è attenzione. Se non hai niente da nascondere, perché non condividerlo? Questo il semplice assioma alla base del teorema che abbatte un enorme propileo delle democrazie post-totalitarie: la privacy. La condivisione è buona, svolge anche una funzione di controllo sociale e stimola tutti a comportarsi bene perché osservati e giudicati. Ecco perché non c’è niente da temere e invece, come postula The Circle, c’è moltissimo di cui essere preoccupati.

Di seguito vi offriamo in traduzione italiana il contributo di Joe Nocera, editorialista del NYTimes, apparso sulla pagina Op-Ed del quotidiano di New York dal titolo “A World Without Privacy”. L’articolo non è una recensione di The Circle per la quale si rimanda all’intervento di Ellen Ullman sempre sul NYTimes e a quello di Lev Grossman su “Time”. L’intervento di Nocera riguarda più lo scenario che ha ispirato il lavoro di fantasia di Dave Eggers che il libro stesso. L’intervento è piuttosto asciutto ma proprio per questo parecchio incisivo.

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Un 1984 nel 2013
1984 di George Orwell

Gli slogan del Grande Fratello in 1984 di George Orwell.

Nel suo grande e profetico romanzo 1984, George Orwell tratteggiò la sua visione del totalitarismo portato alle sue logiche estreme conseguenze. Il governo, nelle sembianze del Grande Fratello, vede tutto e sa tutto. Il partito riscrive il passato e controlla il presente. I dissidenti spuntano sugli schermi ubiqui della televisione così da poter essere riconosciuti e denunciati dalla popolazione. Il Ministero della Verità propaga le tre massime del Partito:

GUERRA È PACE

LIBERTÀ È SCHIAVITÙ

IGNORANZA È FORZA

Il nuovo romanzo di Dave Eggers The Circle ha pure tre massime di stampo orwelliano e, sebbene non sia in grado di dire se The Circle è modellato su 1984, sono convinto che questo libro potrebbe finire per essere altrettanto profetico.

L’argomento di Eggers, quello della perdita della privacy, viene portato alle sue logiche estreme conseguenze. Il suo obiettivo non è il governo, ma sono i gruppi tecnologici che invadono tutti i giorni la nostra privacy. Circle è, per l’appunto, una compagnia della Silicon Valley, un ibrido nefasto di Google, Facebook e Twitter le cui culture – il gratis, il superlavoro e la falsa amicizia – sono descritte da Eggers solo con un pizzico di esagerazione.

Chi controlla la rete controlla la società
Don't be Evil

Dob’t be evil. Lo slogan, il proposito smarrito, di Google degki inizi.

Circle ha un potere enorme perché è divenuto la principale porta d’ingresso a Internet. Grazie al suo quasi-monopolio può raccogliere un’enorme quantità di dati su ciascuno utente dei propri servizi – e anche di molti che non li usano per niente . Si tratta di dati che danno la possibilità al Circle di rintracciare chiunque nel giro di pochi minuti. Ha iniziato a installare ovunque micro-telecamere allo scopo di ridurre la criminalità, dicono i suoi leader. Vuole impiantare microprocessori nei bambini per proteggerli dai rapimenti. Circle invita i governi ad essere trasparenti: i legislatori devono indossare delle telecamere in modo da poter essere osservati in ogni loro azione. Coloro che si rifiutano di farlo fanno nascere il sospetto di nascondere qualcosa di losco. Questa e la conclusione a cui porta la logica del Circle.

Naturalmente chiunque lavori per il Circle non pensa di fare qualcosa di sbagliato. Al contrario, al pari di molti dirigenti non immaginari della Silicon Valley, queste persone si considerano dei visionari il cui unico obiettivo è fare del bene: rendere il mondo un luogo migliore per tutti.

“Siamo al principio di un nuovo Illuminismo” dice uno dei fondatori del Circle in un discorso al personale. “Sto parlando di un’era in cui non permetteremo al pensiero, all’azione e alle conquiste dell’uomo di scappare come da un secchio bucato”. Si pensa che eliminando la segretezza la gente sarà costretta a dare in ogni momento il meglio di se stessa. Si favoleggia pure di chiedere al governo di utilizzare il Circle per le elezioni allo scopo di costringere/convincere gli elettori a votare. E naturalmente Circle ha escogitato molti modi per monetizzare i dati che colleziona. Quanto alla potenziale rinuncia alla privacy, l’argomento è messo da parte dagli executive del Circle come qualcosa di irrilevante e retrogrado per essere perfino preso in cosiderazione.

Un futuro verosimile?

Questa visione del futuro è inverosimile? Certo che lo è, nello stesso modo in cui lo era 1984. The Circle ci mette in guardia su dove potremmo finire se non iniziamo a fare attenzione. Infatti ciò che più colpisce è quanta strada abbiamo già percorso in questa direzione.

Edward Snowden

L’uomo più ricercato del pianeta: Edward Snowden. Eroe o pericolo #1?

Grazie a Snowden sappiamo che la National Security Agency può leggere le nostre email e ascoltare le nostre telefonate. Google ci mostra la pubblicità basandosi sulle parole che usiamo nel nostro account Gmail. La scorsa settimana, Facebook – che sulle orme di Orwell ha un responsabile della privacy – ha rimosso le impostazioni della privacy in modo tale che le attività di qualsiasi utente Facebook possono essere utilizzate da qualsiasi altro utente Facebook. Il giorno seguente Google ha reso pubblico il programma che gli permette di usare le parole e le preferenze dei suoi utenti in annunci pubblicitari di prodotti di loro gradimento – informazioni che Google conosce perché, ebbene sì, Google sa tutto.

È vero che non siamo nel territorio di Eggers, ma ci siamo parecchio vicino. Io non ho né un account Facebook né un account Twitter, eppure a giorni alterni ricevo delle mail da uno dei due servizi che mi invitano ad unirmi a loro nel mondo fantastico dei social media. Le persone che mi invitano ad unirmi al servizio sono sedicenti “amici” miei che non sono dei veri amici, ma delle persone incontrate occasionalmente in qualche momento della mia vita. È già inquietante che queste aziende sappiano che io conosca queste persone.

“Se c’è qualcosa che non vuoi far sapere a nessuno” ha detto Erich Schmidt, già CEO di Google, “è meglio se non lo fai subito”. Una frase che potrebbe uscire dalla bocca di uno dei personaggi di Eggers. Quello potrebbe essere il processo mentale che a un certo punto ci costerà l’ultimo brandello di privacy. The Circle è un ammonimento.

Nel caso in cui vi domandiate quali siano gli slogan di The Circle, eccoli:

CONDIVISIONE È ATTENZIONE

SEGRETI SONO BUGIE

PRIVACY È FURTO.

 

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