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La chimica dei video game

RehabilitationGame addiction”, dipendenza dal gioco, fenomeno per lungo tempo rimasto perlopiù associato al gioco d’azzardo, accresciutosi ed ampliatosi negli ultimi anni, sia nella sua valenza semantica, sino ad includere la dipendenza da ogni tipologia di gioco (d’azzardo o meno), sia in relazione alla propria estensione e penetrazione in seno alla società.

Da più parti, nei confronti di Candy Crush Saga, il prodotto di punta di King Entertainement, si è levata l’accusa di ingenerare negli utenti “game addiction”. Una dipendenza che nel caso di giochi, anzi fenomeni, come Candy Crush, può talvolta configurarsi come vera e propria patologia. Una dipendenza che porta a trascorrere sempre più tempo chini sul proprio smartphone, estraniati dalla realtà circostante, ad allineare e distruggere caramelle di ogni sorta. Una dipendenza, inoltre, che induce i giocatori, con modalità sottili e subdole, a sborsare soldi. Si paga per svariate motivazioni, tutte riconducibili, però, alla necessità ultima di dover soddisfare un qualche bisogno suscitato dal gioco.

Il gioco, all’apparenza semplice ed innocuo, va ad incidere sul nostro inconscio, sollecita corde profonde del nostro emotivo, si insinua, influenzandole e manipolandole, nelle meccaniche legate al piacere ed alla frustrazione.

Il dottor Shao-Hua Lu, psichiatra specializzato in dipendenza, ha affermato che i videogiochi e il gioco d’azzardo vanno a stimolare la stessa parte del cervello che va a stimolare la cocaina:

Ci sono prove sempre più numerose che suggeriscono che la patologia legata ai videogame si comporti allo stesso modo ed agisca sulle stesse zone all’interno del cervello.

Secondo il professore Mark Griffiths, a capo dell’International Gaming Research Institute presso la Nottingham Trent University, giochi quali Candy Crush:

Introducono i giocatori ai principi ed all’emozione del gioco d’azzardo. Piccoli, imprevedibili riconoscimenti provocano un comportamento ripetitivo, altamente focalizzato. Per una minoranza di persone, ciò può condurre alla dipendenza.

I soggetti autistici e quelli con disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (DDAI) sono gli individui maggiormente vulnerabili, secondo la dottoressa Dinah Miller. La dottoressa si è occupata di Angry Birds, un concorrente di Candy Crush (a proposito del quale ha dichiarato di trovarlo un gioco che non richieda particolare intelligenza e che fa dimenticare i problemi di tutti i giorni). La Miller ritiene che gli elementi per cui ci si trova inviluppati nel game addiction risiedano nel fatto che simili giochi:

Sono divertenti e gratificanti, vi fanno sentire come se aveste realizzato qualcosa. C’è un totale senso di divertimento e di gratificazione.

Eccoci al cuore della questione, ecco le leve che vengono sollecitate ed azionate dai “casual game” e da Candy Crush in particolare: divertimento, gratificazione ma anche, non menzionato esplicitamente ma nondimeno presente ed essenziale, frustrazione.

Candy Crush Saga ha riscosso un successo che ha sorpreso persino in seno alla King Digital Entertainement, a detta di Sebastian Knutsson, creative director presso King. Quali sono dunque gli elementi che rendono talmente irresistibile Candy Crush, divenuta la più scaricata tra le “app” gratuite nel 2013?

Cercherò di individuare alcuni “ingredienti”.

Semplicità e adattabilità
La semplicità è il primo ingrediente di ogni videogioco di successo che voglia rivolgersi ai casual gamer.

La semplicità è il primo ingrediente di ogni videogioco di successo che voglia rivolgersi ai casual gamer.

Semplicità — Candy Crush ed i prodotti “freemium” in genere, rappresentano una nuova frontiera nel mondo dei video games. Essi, rispetto alle tipologie di giochi che erano la norma sino a qualche anno fa, sono estremamente semplici e lineari ed invero, non richiedono particolari abilità. Tali attributi hanno il pregio di allargare la base dei potenziali giocatori (in particolare alle donne), in quanto appunto non vengono richiesti requisiti peculiari in termini di capacità tecniche, riflessi o attitudine. Lo stesso dicasi per la curva di apprendimento, quasi inesistente, estremamente graduale e sapientemente distribuita nei vari livelli del gioco.

Questa sostanziale banalità, nella struttura complessiva e nelle meccaniche di gioco tuttavia, deve essere ben mascherata, non deve apparire manifesta alle menti e al sentire profondo dei propri utilizzatori.

Il trucco … è quello di far credere al giocatore che serva una maggiore abilità di quanta ne sia davvero necessaria – così lo si percepisce più come una sorta di versione semplificata degli scacchi, anche se in realtà è poco più sofisticato di una slot machine.

Ciò, come vedremo, incide sia sul meccanismo di gratificazione/riconoscimento del giocatore, sia sul suo coinvolgimento nel gioco, per il fine ultimo di mantenere viva e operante la motivazione a continuare a giocare.

Adattabilità Alla semplicità dell’approccio ludico corrisponde anche una semplicità d’uso:

A contribuire al successo di Candy Crush è anche la possibilità di giocare con una mano sola e che l’applicazione funziona anche se non c’è copertura di rete. Il che porta a pensare che in tanti ne approfittino per una partita perfino durante le riunioni di lavoro, con lo smartphone sotto il tavolo per non far vedere al vicino che si è vittima di una droga colorata.

Candy Crush è adatto e si adatta a quasi ogni situazione.

Lo stesso dicasi in relazione al tempo, in primo luogo quello da dedicare al nostro svago gommoso e caramelloso. Si può iniziare a giocare e poi interrompere per riprendere quando si vuole o se ne ha la possibilità. Ci si possono concedere anche solo pochi minuti per volta (e più e più volte al giorno), se si riesce a resistere alla tentazione di continuare a giocare …

A ciò deve sommarsi anche il fatto che il gioco è pensato per essere multi-piattaforma. Si possono distruggere milioni di caramelle con uno smartphone, un tablet, il PC ed ovviamente sui social networks (Facebook su tutti).

Seduzione e gratificazione/frustrazione
Sedurre è un obiettivo ambizioso, ma possibile.

Sedurre è un obiettivo ambizioso, ma possibile.

Seduzione — Qualora non bastassero a conquistarci le moltitudini di caramelle, cioccolato, leccornie di ogni genere e tipo che s’incontrano man mano che ci si addentra nel gioco, la semplicità di fondo del gioco e delle sue dinamiche viene mascherata e compensata con un sapiente lavoro di make-up. Candy Crush si presenta con un ambiente di gioco particolarmente piacevole e curato. Una grafica scintillante, colori vivi e brillanti, musiche piacevoli e avviluppanti, e inoltre meccaniche di gioco particolarmente frizzanti e spumeggianti.

La semplicità contrasta con la cura del dettaglio e dell’equilibrio, costantemente messi a punto:

… Nonostante la semplicità superficiale, l’attenzione al dettaglio è stupefacente. Viene impiegata una considerevole mole di lavoro per assicurarsi che il gioco sembri perfettamente appropriato: amichevole, divertente ed accessibile ad un pubblico prevalentemente di non-giocatori.

Tutto questo è volto a catturare prontamente, conquistare e “sequestrare” il nostro interesse, la nostra attenzione e le nostre attenzioni. A un certo punto ci si trova coinvolti ed avvolti in un mondo di popolato di caramelle, cioccolato, dolciumi, goloserie di ogni fatta, dal quale è difficile separarsi, nel quale si rimane talmente immersi da non pensare ad altro, dimentichi di tutto ciò che ci circonda. La nostra attenzione viene di fatto focalizzata, monopolizzata, in modo che non si avverta altro da quanto ci propone il gioco.

Frustrazione/gratificazione: un meccanismo ricorrente che agisce in molte situazioni e che il videogioco estremizza.

Frustrazione/gratificazione: un meccanismo ricorrente che agisce in molte situazioni e che il videogioco estremizza.

Gratificazione/frustrazione — Elemento essenziale della “formula segreta” di Candy Crush è l’equilibrio sottile, il sapiente dosaggio di gratificazione e frustrazione. In altre parole il gioco usa il bastone e la carota. Molte carote, soprattutto all’inizio, per appagarci e conquistarci, e qualche randellata, al momento opportuno, per convincerci a mettere mano al portafoglio … Il gioco, poi, fa doppiamente leva sulla frustrazione. Non solo sfrutta quella indotta nel e dal gioco stesso ma, prima ancora, va ad agire e innestarsi sulla nostra frustrazione, quella che ci portiamo dietro, articolo diffusissimo e assolutamente a buon mercato.

Innanzitutto, però, il gioco deve gratificarci, deve agire sulla leva del piacere e dell’autostima.

Candy Crush è facile da imparare, ma stimolante quanto basta per assicurarsi che il giocatore avverta che sta migliorando.

Non deve inoltre portare frustrazione o disagio prima del tempo. «Stiamo aiutando molto i giocatori e li stiamo facilitando nel gioco». Difatti, dopo appena 10 secondi di inattività Candy Crush ci viene in soccorso, dandoci un qualche indizio o suggerimento.

Difficile illustrarlo meglio.

Difficile illustrarlo meglio.

La misura ricercata e l’equilibrio tra semplicità, divertimento, coinvolgimento e qualche piccola delusione al momento opportuno è la chiave per sedurre, appassionare e tenere coinvolti i giocatori. Avvinti a tal punto da rendere essenziale proseguire il proprio cammino all’interno dell’universo (praticamente quasi illimitato) di Candy Crush, facendo ricorso, alla bisogna, a qualche vita supplementare, power up, bonus o “aiutino”, che il gioco è ben disposto a concederci, in cambio di una modesta somma di denaro.

Ninjamarketing ha individuato un percorso composto di dodici tappe, attraverso le quali gli utilizzatori di Candy Crush e le loro sicurezze, in merito alla propria capacità di dominare e controllare il gioco e sé stessi, scivolano lentamente, per poi sprofondarvi, nella dipendenza.

E proprio l’analisi di questi meccanismi sarà l’argomento principale del prossimo articolo.

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