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Perché crediamo nei giornali

John Akwood

25 Marzo 2013

Buffet

[Tempo di lettura: 5 minuti]

Riproduciamo di seguito in traduzione italiana la lettera indirizzata da Warren Buffett in occasione dell’acquisto avvenuto nel maggio 2012 di 22 testate di quotidiani locali dal gruppo Media General. Si tratta di un documento interessante e di non facile reperibilità. È interessante anche per capire come la  finanza che conta davvero guarda alla migrazione del mondo delle notizie dalla carta stampata alla rete.

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Leggi l’originale qui.

23 Maggio 2012

Fino a poco tempo fa Berkshire possedeva un solo quotidiano, “The Buffalo News”, acquistato nel 1977. Da qui a un mese avrà 26 quotidiani.

Ho amato i giornali per tutta la mia vita e sempre li amerò. Mio padre, quando ero all’Università del Nebraska, era direttore del “The Daily Nebraskan” (ho ancora le copie che pubblicò nel 1924). Ha incontrato mia madre mentre stava cercando lavoro come reporter. Il papà di mia madre a West Point, Neb., possedeva un piccolo giornale e mia madre vi fece vari lavori da adolescente, imparando perfino a mandare la linotype. Mia sorella e io divoravamo fin da piccoli i contenuti del “World-Herald” che mio padre portava a casa ogni notte.

A Washington D.C. ho consegnato mezzo milioni di giornali nei quattro anni al “Post”, “Times-Herald” e all’”Evening Star”. Quando ero al college di Lincoln, lavoravo 15 ore alla settimana per il “Lincoln Journal”, guadagnando 75 cent all’ora. Oggi leggo 5 giornali al giorno. Chiamatemi pure invasato.

Berkshire compra per tenere. La nostra unica eccezione alla proprietà perpetua è quando un business perde in continuazione, una prospettiva remota per tutti i nostri giornali. E allora lasciatemi esprimere qualche pensiero su quello che ci aspetta e come possiamo unire le nostre forze.

Sebbene che il business sia profondamente cambiato da quando abbiamo acquistato nel 1977 il “Buffalo News”, credo che i giornali che coprono intensivamente le loro comunità di riferimento avranno un buon futuro. È il vostro compito quello di rendere il giornale indispensabile a chiunque stia a cuore quello che succede nella sua città o nel territorio.

Ciò significa tenere il passo con le notizie – un giornale che riduce la copertura delle notizie importanti per la comunità perderà sicuramente lettori – e  coprire interamente tutti gli aspetti della vita locale, particolarmente lo sport. Nessuno ha mai interrotto a mezzo la lettura di una storia che riguarda i suoi vicini di casa.

Dovrete affrontare i temi politici come avete fatto in passato. Io ho delle opinioni politiche molto precise, ma è Berkshire che è padrona dei giornali, non io. E Berkshire è stata sempre non politica. Abbiamo oltre 600 mila azionisti di tutti i colori ed io non uso le risorse di Berkshire direttamente o indirettamente per parlare in loro nome. Ho 81 anni e molti di voi vivranno più di me come dipendenti di Berkshire. Ma sono sicuro che chi verrà dopo di me seguirà le idee che ho delineato in questa lettera che in verità si rivolge anche a loro che verranno.

Il vostro giornale opererà da una posizione di solidità finanziaria. Berkshire manterrà sempre capitali e liquidità e non sarà seconda a nessuno in questo sforzo. Abbiamo evitato livelli di debito che potrebbero provocare dei problemi. Di conseguenza sarete sempre voi a determinare il destino dei vostri giornali; gli estranei non avranno voce in capitolo.

I giornali che abbiamo acquistato sono di piccole dimensioni misurati in termini di costo d’acquisizione. Non muoveranno uno spillo nella capitalizzazione di Berkshire, sebbene io mi attenda che il loro contributo sia commisurato con il nostro investimento. Comunque per me i giornali hanno la stessa importanza di business che abbiamo acquisito per miliardi di dollari.

Terry Kroeger, di “The Omaha World-Herald”, coordinerà le nostre attività nei giornali (escluso il “Buffalo”). Come voi e me, Terry sa che il futuro dipende tutto dal rimanere la fonte primaria d’informazione su certi argomenti di grande importanza per i lettori. Il cambiamento tecnologico ci fa fatto perdere il primato in alcune aree importanti, come le notizie nazionali, il grande sport, le quotazioni di borsa, le offerte di lavoro. Amen. Il nostro attuale lavoro è regnare incontrastati in aree d’importanza locale.

Dobbiamo ripensare all’iniziale risposta dell’industria dei giornali a Internet. La reazione istintiva dei giornali fu quella di offrire gratuitamente in forma digitale i contenuti per i quali facevano pagare sulla carta. Questo è un modello non più sostenibile e alcuni dei nostri giornali già stanno facendo delle scelte che hanno più senso. Vogliamo il vostro contributo nel creare un mix tra digitale e stampa che possa attrarre entrambe le audience e generare i ricavi di cui abbiamo bisogno.

Berkshire, probabilmente, acquisterà altri giornali negli anni a venire. Favoriremo città e paesi con un forte senso comunitario e civico confrontabile a quello dei 26 giornali che abbiamo già acquisito. Se la cittadinanza si prende poco cura del proprio comune, probabilmente avrà poco interesse anche verso i giornali che ne sono espressione. Generalmente, l’interesse dei cittadini nelle cose del comune varia proporzionalmente al numero degli abitanti e direttamente con il numero di anni di residenza nel territorio. Perciò ci concentreremo sui giornali di piccole e medie dimensioni radicati in comunità che esistono da molti anni.

Spero che possiate venire il prossimo anno al nostro meeting annuale. Abbiamo avuto il concorso del lancio di un giornale e la mia prestazione è stata debole. Voi accrescerete enormemente il livello della competizione e non vedo l’ora di misurarmi con ciò. Avrete anche l’occasione di ascoltare il mio socio, Charlie Munger e me dire a una platea di 35.0000 persone il motivo del nostro innamoramento dei giornali.

Oggi i tempi sono certamente duri per i giornali, più di quanto lo siano mai stati. La circolazione continuerà a scivolare giù e in alcuni casi a precipitare. I giornali sono falliti quando si sono verificati l’uno o l’altro o l’insieme di questi fattori:

1)    Nella città o nel territorio ci sono due o più giornali in competizione;

2)    Il giornale ha perduto la sua posizione di risorsa primaria d’informazione per i propri lettori;

3)    La città o il territorio non ha un’identità pervasiva.

Ma noi non abbiamo questo problema. I giornali che compriamo sono a posto sul piano giornalistico e del business. Hanno conquistato il tempo, il denaro e il rispetto dei lettori e degli abbonati. Sono sicuro che continuerà a essere così.

Non vedo l’ora di costruire il futuro insieme.

Cordialmente,

Warren E. Buffett

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