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Perché Warren Buffet sta comprando tutti questi giornali

John Akwood

25 Marzo 2013

Giornali

[Tempo di lettura: 10 minuti]

L’Aleppo dei giornali

Quello dei giornali è il business più sfigato delle economie sviluppate. Tutti i giornali americani sono in quarantena. Solo in Germania il business resiste, ma si sa che loro sono speciali. In tutti gli altri paesi sviluppati, i giornalisti sono cortesemente invitati a prendere la partita IVA. In Cina ed India i giornali vivono ancora in un’estate di San Martino. Un conglomerato come News Corporation ha separato il business dei giornali da quello buono, la televisione, così come il governo spagnolo ha concentrato tutti i titoli tossici e flatulenti in pancia alle banche in un’unica bad bank.

David Leigh sul “Guardian”, uno dei più fulgidi esempi di come si fa un bellissimo giornale in perdita nell’era dei media digitali, ha lanciato l’idea di una tassa (sì una tassa!) di due sterline al mese su ogni abbonamento ADSL da destinare al “Guardian”. Nel frattempo i giornalisti di “Time”, il settimanale più aristocratico del pianeta, hanno rischiato di essere trasferiti dai loro uffici del Rockefeller Center a New York con una vista da urlo sullo skyline della città ancora più eccitante del globo a un piano in un edificio industriale a Des Moines in Iowa che nel film Sopra le nuvole è menzionato come dei luoghi più “ugly” degli Stati Uniti dove, grazie a Internet, non dovranno più andare i “terminator” dei posti di lavoro. Successivamente la fusione delle testate di Time Warner con quelle di Meredith è saltata e le testate del gruppo sono state scorporate come un cespo di gramigna da Warner che, come nel caso di News Corp., è il business buono: d’ora in poi avremo Time Inc. (pollice giù) e Warner Inc. (pollice su).

Nonostante questo panorama che pare quello di Aleppo in Siria, Carlos Slim, l’uomo più ricco del mondo che controlla il 100% dei media in Messico, vorrebbe compare il New York Times dalla famiglia Ochs Sulzberger dopo aver rastrellato il 14% di azioni, mentre l’ineffabile Warren Buffett, il terzo uomo più ricco del mondo oracolo della finanza che conta e buon suonatore di Ukulele, sta facendo man bassa di giornali. Perché?

 

Buffett suona l'Ukulele
Buffett suona l’ukulele durante una visita in Cina.
Perché tanta attenzione ai giornali?

Prima di tutto c’è l’affezione per la stampa che Buffett (82 anni) condivide con un altro coetaneo ottuagenario Rupert Murdoch. Si tratta di una passione maniacale e, anche se il business a quei livelli raggiunge l’atarassia, una motivazione così radicata nella personalità ha la sua importanza. La generazione di Murdoch e Buffett è cresciuta a pane e mass media, quest’ultimi dominati dal quarto potere, la stampa. Si tratta di un’attrazione quasi “sessuale” per la carta stampata quanto per le ciambelle uscite dal forno al mattino presto e l’odore del caffè da consumare leggendo il giornale con una Marlboro a seguire.

Ci racconta il NYT che ogni anno, a Omaha nel Nebraska durante l’happening degli azionisti della holding Berkshire Hathaway – una specie di Woodstock –, Buffett dedica almeno 3 delle 24 pagine della sua relazione ai giornali. Tra il 2011 e il 2012 ha comprato 28 quotidiani per 344 milioni di dollari, poco più di 12 milioni a testata.

Mentre i professionisti delle notizie verificano ogni giorno l’impossibilità di venderle sulla rete, Buffett è convinto che le notizie sono il futuro. Il punto di vista di Buffett è interessante, proprio perché fuori dal coro. Vediamo come l’anziano oracolo motiva la sua convinzione in questa intervista con il suo avatar basata su sue dichiarazioni e sul suo memo che offriamo in traduzione a chiusura di questo post [vedi: La lettera di Buffett ai giornalisti e agli editori dei giornali di Berkshire Hathaway]

Welcome Shareholder
Il tendone che ospita le migliaia di azionisti che partecipano all’happening annuale di Berkshire Hathaway, la finanziaria capeggiata da Buffett.
Perché le notizie sono il futuro

ebookextra: Signor Avatar di Buffett vuol spiegare ai nostri lettori perché compra tutti questi giornali?

Warren Buffett Avatar: Perché sono un buon affare, sono in saldo e io amo gli affari in saldo.

ebookextra: Scusi ma che senso ha mettersi in un business che non ha futuro, anche se, proprio per questo, è tremendamente conveniente.

WBA: Non è vero che non ha futuro, o meglio quest’affermazione vale solo per alcuni tipi di giornali, non per tutti. Per esempio i giornali locali sono delle pepite d’oro. E chi li possiede maneggia oro.

ebookextra: Ci spieghi meglio perché noi europei continentali questa cosa non la capiamo tanto. Nel 2009 lei dichiarò testualmente: “I giornali perderanno soldi per sempre”.

WBA: I giornali posizionati male continueranno a perdere soldi. Ma non esistono alternative ai giornali locali che fanno bene il loro lavoro. Mi spiego meglio. I giornali con una buona strategia Internet che pubblicano notizie complete e accurate per comunità fortemente radicate nel territorio e con un forte senso civico sono parte di un business vitale che durerà a lungo. Se vuoi sapere che cosa accade nel tuo comune, che cosa fa il sindaco o quali nuove tasse comunali sono state introdotte o che cosa ha fatto la squadra di calcio del quartiere devi consultare la cronaca locale.

ebookextra: Non sono però notizie di scarso peso?

WBA: Assolutamente. Sono invece contenuti pesanti. Un lettore può leggere il titolo o dare una scorsa ai primi due paragrafi sulle elezioni in Messico o l’evoluzione della situazione politica in Pakistan o la crisi dell’Eurozona. Durante la giornata avrà molte altre occasioni di sentirne ancora parlare. Ma potete stare certi che una notizia locale che riguarda il comune o il proprio quartiere sarà letta integralmente. Questi piccoli giornali non sono rimpiazzabili e neppure soffrono la concorrenza perché non c’è posto per due.

ebookextra: Voi siete una finanziaria e il vostro scopo è produrre valore per i vostri azionisti. Come pensate di produrre valore con i giornali che avete acquistato?

WBA: Il nostro obiettivo è di fare in modo che i giornali siano ricchi di contenuti che interessano coloro che vogliono pagare per leggerli sia su Internet sia sulla carta. Questo business è ok.

ebookextra: Quindi le notizie saranno a pagamento?

WBA: Ci sarà il giornale da prendere in strada e un paywall per quelli che lo vogliono su Internet.

ebookextra: Mi sembra di intuire che la sua motivazione sia essenzialmente economica; non c’entra niente il suo amore per la carta stampata, vero?

WBA: Sì m’interessa l’economia e ripeto l’economia c’è. Per questo continueremo a comprare giornali anche in futuro. Ci concentreremo su piccole e medie testate che operano in comunità di lunga data. Questi giornali sono indispensabili. Non c’è migliore istituzione di un giornale locale.

 

Clay Shirky
Clay Shirky, l’eccentrico sociologo della New York University, ha un’opinione diversa sul futuro dei giornali, anche di quelli locali
La visione di Clay Shirky: un errore comprare giornali

Saranno davvero indispensabili? Clay Shirky, uno dei maggiori esperti di nuovi media, autore di due libri importantissimi come Here Comes Everybody: The Power of Organizing Without Organizations (2008) e Cognitive Surplus: Creativity and Generosity in a Connected Age (2010) non la pensa proprio alla stesso modo. Rivolgiamo allora qualche domanda all’avatar di Shirky utilizzando un suo commento diretto alle opinioni di Buffett.

ebookextra: Che ne pensa della visione di Buffett sul futuro dei giornali?

Clay Shirky Avatar: Il memo di Buffett sui giornali dimostra che Buffett non capisce questo business.

ebookextra: Su cosa basa quest’affermazione?

CSA: Buffett ha in mente un business che non esiste più. Ne ha una visione seppiata, romantica. Nel suo memo menziona molte volte i lettori di giornali, la circolazione delle copie, la relazione tra lettore e giornale, ma non cita ma la parola “pubblicità” o “inserzionista pubblicitario”.

ebookextra: Che c’è di sbagliato in questo?

CSA: Il lettore non è il centro del problema. La crisi dei giornali non dipende né dai lettori, né dalla circolazione, ma dal fatto che è venuta meno la pubblicità a causa della folle competizione per aggiudicarsi i budget pubblicitari degli inserzionisti. La perdita di pubblicità ha provocato l’avvitamento dei giornali (vedi il grafico sotto). Il conto dei giornali lo pagavano e lo pagano le aziende che fanno pubblicità, non i lettori. E questo avviene già dai tempi dell’amministrazione Reagan.

ebookextra: Intende dire che anche i giornali locali che tanto piacciono a Buffett devono contare sulla pubblicità?

CSA: Certo! Senza capire che valore ha per gli inserzionisti la notizia locale, non si può costruire un business. Avere una buona copertura locale non basta perché i cittadini normali non pagano più per le notizie. Quello che pagavamo per il giornale era un pacchetto di notizie, sport, buoni sconto e inserzioni di lavoro stampate insieme e prelevate all’edicola o recapitate a casa. Ma ora questo pacchetto arriva a casa del lettore tramite il proprio ISP per il quale pagano un abbonamento mensile che è tolto ai giornali. Il valore monetario del lettore per il giornale è stato ceduto.

ebookextra: E questo che significa?

CSA: Significa che i cittadini ottengono i servizi che prima forniva il giornale da tutta una serie di soggetti, i buoni sconti li prendono da Groupon, le inserzioni di lavoro da Monster, le notizie dai social network postate dagli amici e via dicendo, lo sport dai siti specializzati. Tutta questa roba che portava i soldi ai giornali adesso non li porta più o ne porta molto meno.

ebookextra: Che ne pensa di questa insistenza di Buffett sul saper miscelare digitale e stampa? Ha ancora senso o ha il sapore dell’”andato a male”?

CSA: Sarebbe meglio parlare solo di digitale. I lettori delle comunità locali sono più tardivi ad adottare le nuove tecnologie, ma queste prima o poi arrivano anche a sud di Eboli o a Opelika in Alabama.

ebookextra: E allora che affare ha fatto Buffett a prendersi questi giornali?

CSA: Questo errore non significa che Berkshire Hathaway perderà dei soldi. Ci sono sempre gli immobili Certo dai giornali in sé non verranno dividendi.

ebookextra: Ci esponga allora il suo pensiero ultimo sui giornali?

CSA: Un giornale è stato un servizio pubblico e un business interessante, ma so è trattato di una specie d’incidente nel mondo enormemente competitivo dei media. Oggi per i giornali non c’è più alcun modello di business e l’antico monopolio delle notizie è ormai evaporato.

 

Ricavi pubblicitari dei giornali negli USA
I ricavi pubblicitari dei giornali negli USA mostrano un declino irreversibile, più che dimezzati in 5 anni.
Buffett ha fatto un buon affare con i giornali

Difficile che Buffett sbagli un affare e quello dei giornali è stato un ottimo affare. A distanza di quasi un anno dall’acquisizione delle testate da Media General, il Financial Times, che è un giornale che tende molto al caustico, ha analizzato tecnicamente l’investimento di Buffett e ne è uscita un articolo che sa di “frutta caramellata” e non di prugna acerba. In sostanza, tra gli interessi sul prestito fatto da Berkshire a Media General e la crescita del valore azionario di quest’ultima (Bershsire ha ottenuto dalla transazione il 17% di azioni), Buffett ha preso i giornali a costo zero. Il prestito sta ritornando con un interesse reale del 13% e le azioni di Media General sono cresciute della metà. Un affare!

Che significa questo? Significa semplicemente che saper gestire il business non è una cosa accidentale o ancillare nel business dei giornali e in quello di tutta l’industria della cultura e dell’arte. Forse è proprio la cosa più importante

Andamento azionario del titolo Media General
L’andamento azionario del titolo Media General mostra come si sia fortemente apprezzato dal momento della cessione dei giornali a Buffett. La partecipazione di Beskshire in Media General fa sì che l’acquisizione delle testate sia avvenuta a costo zero.

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